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Eutanasia: Inghilterra un po piu’ vicina.

 
 
Brian Boitano (redattore)

Le proteste della in questi giorni vertono  sulla pillola abortiva , che approda in Italia, con minaccia di scomunica per chi ne fa uso (non pensando che chi la usa difficilmente si auto denunciarà al vaticano…).

 Forse, come dicono le malelingue,  cosi ci saranno meno bambini da dare in pasto ai preti pedofili, ma il vaticano occupandosi della pillola sta tralasciando un imporante altro avvenimento:  in si è compiuto un passo importante, contro un’altro nemico storico della chiesa: l’.


Infatti un pronunciamento della camera dei lord inglese, voluta da una battagliera malata di sclerosi multipla, ha stabilito che si rivedessero le leggi che condannano a una pena fino a 14 anni chi accompagna a morire in una clinica specializzta (es. Dignitas in Svizzera, dove Debbie Purdy, la malata in questione vorrebbe porre fine alla sua vita) un malato terminale, ponendo le basi a una revisione delle leggi che regolano la morte dolce nella terra di albione.

Ci manca solo che adesso il marito della signora, si candidi per i democratici (laburisti) inglesi.  Ad ogni modo la chiesa incassa un’altro duro colpo.

Brian Boitano (redattore)
 
 
 
 

3 Commenti

  1. carlo scrive:

    Penso che ognuno di noi debba avere la possibilità di scegliere per se o di demandare le proprie scelte a una persona vicina se non si è in grado. In situazioni difficili c’è chi comunque riesce ad assaporare la vita , ma in molti altri casi è come una tortura di se stessi con effetto domino a tutti i famigliari e vicini. La vita, la sofferenza e la morte non sono state create dalla chiesa. Perchè la chiesa dovrebbe sapere meglio di me di come mi sento e di come voglio aiutare me stesso?

  2. symbel scrive:

    Beh, il discorso è lungo e complesso, in ogni caso nessuno è obbligato ad essere cattolico o a non esserlo, se però lo sei devi fidarti di quello che dice la Chiesa che, bada bene, per un cattolico è Madre. E’ ovvio che chi non ci crede fa quello che gli pare ma credere nella Chiesa solo per alcuni aspetti e ignorarne gli insegnamenti per altri non è onesto.

  3. symbel scrive:

    Vorrei puntualizzare una cosa sulla scomunica. La scomunica non è un atto ufficiale, non c’è una pubblicazione nelle parrocchie di una lista degli scomunicati. Chi si macchia di un peccato grave di fatto è scomunicato senza bisogno di doversi autodenunciare. Diciamo che la scomunica è una condizione. Se poi uno se ne frega son fatti suoi ma a quel punto… Chi non crede perché si lamenta della scomunica? La scomunica è per chi crede, chi non crede ovviamente da cosa è scomunicato? Da una cosa a cui non crede?

 
 

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