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Gianfranco Ignazio Marino Fini

 
 
symbel (redattore)

Dopo l’ottimo articolo di Basilico Turturro sullo strappo di Fini vorrei riprendere la questione sotto un aspetto meramente elettorale.
Ascoltando ieri le parole di Fini a Genova, davanti alla platea del , sono rimasto colpito anche perché in questo caso non c’era l’intermediazione maliziosa dei quotidiani sempre più alla deriva ferragostiana.
Ho sentito tutto dalla sua bocca.
Leggendo poi l’ottimo (come al solito) articolo di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di oggi, mi sono trovato a formulare una riflessione su .
Il presidente della Camera da quando è in carica si è ritagliato un suo spazio d’opinione autorevole all’interno del PDL del quale è uno dei fondatori e sulla carta possibile successore di Silvio Berlusconi.
All’inizio ho liquidato l’evidente contrapposizione del pupillo di Almirante su temi fondanti del manifesto politico del centrodestra come causa del suo ruolo istituzionale che per prassi deve sforzarsi di risultare bipartisan.
Ma ora ci ritroviamo davanti un Gianfranco Fini che da cagnolino di Berlusconi, accusa attribuitagli più volte in passato, è diventato uomo di spicco del PD.
All’inizio era solo una battuta goliardica, seppur qualche elettore di sinistra da tempo lo avesse etichettato come “il compagno Fini”, ora a pensarci bene non è poi tanto una battuta.
Su temi come il testamento biologico e l’ la posizione del patriarca di Fiuggi è totalmente differente da quella del governo e non si limita a dirlo ma afferma che farà di tutto perché in Parlamento venga cambiato il testo della legge sul fine-vita.
Sul fine-vita è bene specificare che la spaccatura all’interno della maggioranza va ben oltre il dissenso finiano e l’argomento forse è bene non diventi bandiera di partito ma sull’immigrazione…
Chi ambisce a ricoprire ruoli importanti nella politica ha bisogno del consenso elettorale. E’ vero che con la legge attuale si può essere Premier senza essere eletti direttamente e addirittura senza nemmeno presentarsi alle elezioni (vedi Prodi) ma è pur vero che si sta sempre più andando verso una forma di ricerca della conferma elettorale, vedi lo strumento delle primarie.
Nonostante i temi forti dello scontro tra Fini e il PDL siano minimizzati a “posizioni personali” concordo con PG Battista che nei prossimi mesi ci sarà da divertirsi e ancor più quando sorgerà il problema della successione al lettone di Putin.
In base al ragionamento elettorale fatto in precedenza mi sono chiesto allora: ma chi sarà in futuro l’elettore tipo di Fini?
Scartando un po’ chi per ovvi motivi non lo voterà mai mi sono dato una risposta forse strana, ma nemmeno tanto: allo stato attuale l’elettore di Fini è a sinistra, nel PD.

symbel (redattore)
 
 
 
 

3 Commenti

  1. giodex scrive:

    Ah ah ah, e quindi una persona di mia conoscenza diventerà comunista!! eh si perchè passi votare per il Berlusca dicendo che si voleva votare per Fini, ma adesso votare per Fini perchè si voleva votare chi?
    Bye Bye Fini….

  2. symbel scrive:

    penso che quella persona che credo di conoscere anche io sarà costretta a votare Lega

  3. Damiano scrive:

    Ho sempre detto in questi mesi che se Fini si presentasse all’assise di ottobre del Pd, sbaraglia Marino, Bersani e Franceschini messi insieme :-D

 
 

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