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	<title>Commenti a: La difficoltà del non essere</title>
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	<description>Perché le notizie non sono tutte uguali</description>
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		<title>Di: symbel</title>
		<link>http://www.moschebianche.it/2009/10/16/la-difficolta-del-non-essere/comment-page-1/#comment-1207</link>
		<dc:creator>symbel</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:53:51 +0000</pubDate>
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		<description>Capisco la posizione di chi pur essendo tendenzialmente di destra non si riconosce nel centrodestra del Berlusconi di adesso. 
Prendendola un po&#039; più alla larga penso che sia in parte dovuto anche al fatto che l&#039;attuale configurazione politico-elettorale italiana costringa a schierarsi da una parte o dall&#039;altra, magari turandosi anche il naso o a votare il meno peggio. 
Rimane ovviamente valida anche l&#039;opzione del non-voto, ma questa da sempre.
A guardar bene allo stato attuale il disagio non è sono solo per gli elettori di destra che non si riconoscono nel PDL e nemmeno nel minimo partito di Storace ma anche per tutti coloro che, essendo di sinistra, non si riconoscono nel Partito Democratico e nemmeno nella politica di Di Pietro.

Tu scrivi: &quot;Queste persone, stufe del protagonismo Berlusconiano e delle sue insanabili storture, sono viste un po’ come dei traditori della causa – seppur sottovoce. Persino peggio di chi inveisce da 15 anni contro il mafionano con toni aspri e fortissimi, ma dai quali sai già cosa aspettarti. In genere chi è arrivato a questa conclusione non fa tanto baccano, semplicemente si rifugia nel non voto o peggio nel disinteresse, aspettando che qualcosa di nuovo accada&quot;

La frase è sottoscrivibile solo se fosse vera la conclusione. In realtà molti di questi non se ne stanno da una parte a soffrire ma si trasformano in scandalizzati difensori del bon ton e, avendo vergogna di esporre le proprie idee non-di-sinistra per non essere etichettati come berlusconiani, si accodano all&#039;andazzo dello sport antiberlusconiano andando ad ingrossare le fila di chi, non avendo idee proprie, spara sul caimano.
Legittimo, per carità, ma anche abbastanza facile e fondamentalmente infruttuoso.

Al netto di tutto questo non è obbligatorio fare il nido in una posizione politica a tutti i costi. 
Chi cataloga le persone tra Berlusconiani e antiberlusconiani, comunisti o anticomunisti e pretende che i suoi interlocutori facciano questa scelta di campo secondo me esercita una forma light di razzismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco la posizione di chi pur essendo tendenzialmente di destra non si riconosce nel centrodestra del Berlusconi di adesso.<br />
Prendendola un po&#8217; più alla larga penso che sia in parte dovuto anche al fatto che l&#8217;attuale configurazione politico-elettorale italiana costringa a schierarsi da una parte o dall&#8217;altra, magari turandosi anche il naso o a votare il meno peggio.<br />
Rimane ovviamente valida anche l&#8217;opzione del non-voto, ma questa da sempre.<br />
A guardar bene allo stato attuale il disagio non è sono solo per gli elettori di destra che non si riconoscono nel PDL e nemmeno nel minimo partito di Storace ma anche per tutti coloro che, essendo di sinistra, non si riconoscono nel Partito Democratico e nemmeno nella politica di Di Pietro.</p>
<p>Tu scrivi: &#8220;Queste persone, stufe del protagonismo Berlusconiano e delle sue insanabili storture, sono viste un po’ come dei traditori della causa – seppur sottovoce. Persino peggio di chi inveisce da 15 anni contro il mafionano con toni aspri e fortissimi, ma dai quali sai già cosa aspettarti. In genere chi è arrivato a questa conclusione non fa tanto baccano, semplicemente si rifugia nel non voto o peggio nel disinteresse, aspettando che qualcosa di nuovo accada&#8221;</p>
<p>La frase è sottoscrivibile solo se fosse vera la conclusione. In realtà molti di questi non se ne stanno da una parte a soffrire ma si trasformano in scandalizzati difensori del bon ton e, avendo vergogna di esporre le proprie idee non-di-sinistra per non essere etichettati come berlusconiani, si accodano all&#8217;andazzo dello sport antiberlusconiano andando ad ingrossare le fila di chi, non avendo idee proprie, spara sul caimano.<br />
Legittimo, per carità, ma anche abbastanza facile e fondamentalmente infruttuoso.</p>
<p>Al netto di tutto questo non è obbligatorio fare il nido in una posizione politica a tutti i costi.<br />
Chi cataloga le persone tra Berlusconiani e antiberlusconiani, comunisti o anticomunisti e pretende che i suoi interlocutori facciano questa scelta di campo secondo me esercita una forma light di razzismo.</p>
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