E’ colpa di Berlusconi

Ieri è andata in onda una nuova puntata di . L’argomento trattato principalmente è stato il caso .
Siccome in questi giorni molti tifosi del centrodestra, accecati dalla voglia di rivalsa, ripetevano come un mantra il concetto “adesso vediamo se fa una trasmissione dedicata come quella con la D’Addario” pensavo che il vittimista bulgaro dalla barba grossa non concedesse questa soddisfazione. Invece no.
Ecco confrontarsi nell’arena dello studio di AnnoZero, ribattezzato dai più spiritosi Ano-Zero, visto l’argomento trattato, volti noti e meno noti della politica e dell’opinione giornalistica corrente.
La trasmissione si è trascinata per un po’ a disquisire circa gli aspetti penali (sic!) della vicenda barcamenandosi tra lo stile “un giorno in pretura” e “forum”, quest’ultima citazione perché proprio nella trasmissione dell’anziana conduttrice a cui Frizzi ha fatto da badante per anni ognuno recita la sua parte.
Nessuna trappola palese, nessuna tesi da proporre e imporre come è solito di Santoro e i suoi autori e un senso forte di disagio da parte mia perché non si era ancora citato Lui, l’innominabile, il male assoluto: Silvio .
Ci ha pensato .
Marco Travaglio risorge dalla penombra del suo scranno e, come il bimbetto che la notte di Natale sale sulla sedia per decantare la poesia su Gesù Bambino in braghe di fustagno e cravattino sottile, comincia il suo pippone inquisitorio. La conclusione? Provate a indovinare… indovinato? La colpa di tutto è di Berlusconi.
Si, il caso Marrazzo è tutta colpa di Berlusconi e forse dietro tutto c’è lui.
Berlusconi ha telefonato a Marrazzo ma non per fargli un favore ma per esercitare una forma di ricatto light forte della sua esperienza in dittature light, e naturalmente il tutto acuisce il suo conflitto di interessi e blah blah.
Da allora in poi la trasmissione oscilla tra chi calca l’acceleratore sul Silvio deus ex machina di ogni male d’Italia, compreso il prurito anale di esponenti del centrosinistra e chi lo difende a spada tratta a prescindere perché ha paura di ritrovarsi senza dama nel prossimo walzer dei direttori dei giornali di famiglia.
La presenza che mi ha colpito di più è stata quella di Debora , la giovane frangetta più rosicante del west che, ancora con la bava alla bocca per la sconfitta alle primarie del suo bello e simpatico Franceschini, conferma il teorema e mette la ciliegina: Marrazzo e Berlusconi pari sono, si è dimesso uno dando l’esempio mentre l’altro persiste.
“Tutti si dimettono tranne uno”. Così ha chiosato la Debora dipietrizzata.
Marrazzo ha dato l’esempio? Se esempio e culo sono sinonimi forse sì.

symbel (redattore)

Ti potrebbe interessare anche...

2 Risposte

  1. GG scrive:

    il problema non è se ha dato il culo, il pene o la vagina. il problema è che HA MENTITO di fronte all’opinione pubblica. E QUINDI si doveva dimettere assolutamente.

    La questione penale è successiva (e al penale come sappiamo ci si arriva dopo tre gradi di giudizio). La questione politica però è fondamentale. Un politico serio che non avesse intenzione di confermare indiscrezioni e dicerie riguardo la sua vita privata, dovrebbe piazzare un NO COMMENT assoluto.

    Mettere le “pezze” negando, dicendo bugie per poi sconfessarsi da solo a distanza di poche ore o pochi giorni significa AZZERARE OGNI PRETESA DI CREDIBILITA’.

    E questo vale per Marrazzo (che parlava di bufale e perizie calligrafiche fino al giorno prima), e vale -purtroppo- anche per Berlusconi (che è andato da Vespa a dare versioni così traballanti che qualche giorno dopo ha dovuto far finta di non aver detto niente)

  2. assunta scrive:

    E’ meglo non fare di tutta l’erba un fascio. Travaglio farebbe bene a tagliarsi quella sua linguaccia biforcuta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi articolo precedente:
Un treno di polemiche

Ormai lo scontro sulle unioni civili non lo si fa più nelle aule del parlamento , ne è una prova...

Chiudi