Ci vorrebbe un amico

Bruno VespaCerto che questo per il non deve essere un periodo fatto tutto di tarallucci e vino. Più passano i giorni e più perde consensi e amicizie. Si sa, meglio soli che male accompagnati pensiamo pensi il .
È meglio stare soli che frequentare quei malpensanti che vorrebbero essere rappresentati da un presidente del consiglio privo di processi, che non abbia avuto rapporti con la mafia, che non controlli indirettamente l’informazione poiché è stipendiata da lui stesso medesimo dato che possiede quasi tutte le televisioni e la maggior parte della carta stampata, e che non abbia come unico obiettivo quello di decretare per salvarsi il “didietro” (vedi il lodo Alfano e le altre leggi ad personam).
Possiamo capire quanto deve essere duro svegliarsi ogni mattina e trovare sul comodino le varie lettere d’addio scritte dai vari amanti di turno con cui poco prima s’era passata una focosa notte d’amore. È ancora più duro leggere le varie motivazioni come “ti lascio perché sei un bugiardo” oppure “ti lascio perché non mi servi più”. Solo menzogne s’andrebbe a pensare.
Oltretutto come può un uomo essere accusato d’essere un racconta-balle di professione quando appena entrato in politica aveva dichiarato: “Io dico sempre cose sincere, anche perché non ho memoria e dimenticherei le bugie. Come ci si può fidare di chi usa la menzogna come mezzo
della lotta politica? La gente deve fidarsi solo di chi dice la verità”.
Parole sante presidente. Difatti perfino Montanelli prese una sbandata quando nel 2001 disse: “Silvio è un mentitore professionale. Mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne”. Che spudoratezza.
In fondo mica abbiamo un presidente del consiglio che nell’ottobre 1990 è stato riconosciuto colpevole dalla Corte d’appello per aver mentito ai giudici a proposito della sua iscrizione alla loggia massonica P2: “Il Berlusconi”, si legge nella sentenza, “deponendo avanti il Tribunale di Verona, ha dichiarato il falso, realizzando gli estremi obiettivi e soggettivi del contestato delitto”. Anche questi giudici che delinquenti. Meglio rimediare. Come? Chiedendo al consorte del cavaliere Bettino di provvedere su quella sentenza fatta da quelle “toghe rosse” brutte e cattive. Difatti il reato accertato fu dichiarato estinto grazie a una provvidenziale amnistia approvata nel 1989.
Ecco i veri amici, quelli che ti aiutano nel momento del bisogno. Avercene di queste frequentazioni. Il problema però è che quando questi nostri compagni di giochi sono costretti a scappare e a autoesiliarsi a Hammamet per evitare di marcire in galera ci ritroviamo soli, come s’è ritrovato solo il nostro presidente del consiglio che in quei brutti giorni di solitudine diceva: “Tutti mi chiedono di candidarmi. Ma io so perfettamente quello che posso fare. Se io facessi la scelta politica dovrei abbandonare le televisioni e cambiare completamente mestiere. Un partito di Berlusconi non c’è stato, ne ci sarà mai, lo scrive chi ha interesse a mettermi contro gli attuali protagonisti della politica. E perciò farà finta anche stavolta di non leggere la mia smentita, per cui mi toccherà di ripeterla per la ventunesima volta e chissà per quante altre volte ancora, il mio presunto partito esiste soltanto nelle pagine di alcuni giornali”.
Dopo due mesi nasce forza italia e Silvio Berlusconi si candida alla presidenza del consiglio. Anche quei giornalisti, che malpensanti. Perfino c’è stato qualcuno che l’ha accusato d’essere contro la magistratura e i regolari processi, ma il premier tranquillizzò tutti: “Questo governo è schierato dalla parte dell’opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. No ai colpi di spugna. Da questo governo non verrà mai messa in discussione l’indipendenza dei magistrati. hanno dato la vita contro la mafia. E’ nel loro nome che il governo si sente vincolato a proseguirne l’opera. Sarebbe suicida abbassare la guardia contro la criminalità. Bisogna invece dotare di strumenti migliori la polizia e la magistratura”.
Del resto il nostro presidente del consiglio è laureato in giurisprudenza mica ha la laurea del corso per il benessere del cane e del gatto, sapientemente soppresso da Mariastella Gelmini, mica a caso, ministro del premier. Lui forte di quella laurea, ha ben in mente il progetto per far funzionare al meglio la magistratura italiana, difatti uno dei suoi primi tentativi appena eletto premier fu quello di smantellare la legislazione voluta proprio da Falcone e Borsellino, leggi che furono il motivo per cui i due magistrati vennero poco dopo assassinati dalla mafia, cioè dagli amici degli amici di Berlusconi, e Dell’Utri i più intimi.
Queste leggi contenevano il carcere dure per i boss mafiosi (41-bis), legge sui pentiti e cioè sconti di pena per i collaboratori di giustizia e carceri appositi sulle isole. Nei giorni nostri è poco rilevante che il premier voglia abolire la figura del pm per relegarla a semplice avvocato dell’accusa che come da lui dichiarato “quando vorrà parlare col giudice dovrà entrare nel suo ufficio col cappello in mano”. Come se non bastassero tutte queste calunnie, è stato perfino accusato di controllare le televisioni. “Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta” dichiarò il premier appena eletto, “mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l’impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest”. È stato solo un caso se pochi giorni dopo destituisce anzitempo l’intero consiglio d’amministrazione della Rai, per nominarne uno nuovo di sua fiducia, con appositi direttori di rete e tg. Ma per fortuna il nostro premier non le manda a dire a tutti questi contestatori da strapazzo che l’accusano d’aver monopolizzato l’informazione “è certamente anomalo che in uno Stato democratico esista un servizio pubblico televisivo contro la naggioranza che ha espresso il governo del Paese. Questa Rai non piace alla gente: me l’ha detto un sondaggio. Il governo se ne occuperà tra breve”.
Si sa, i sondaggi non sbagliano mai. Neanche quando dicono che oggi il nostro premier ha il 68,7% di consensi. “Le nonne, le mamme e le zie d’Italia stiano tranquille” dirà il premier nel settembre 1994, “non sarà toccata una lira delle pensioni attuali”. E come dargli torto? Di quelle attuali del settembre 94 no, ma quelle a partire dal marzo 95 si. La gente non conosce l’italiano questo è il problema.
È stato questo nostro difetto quindi a rovesciare in piazza contro la riforma sulle pensioni quelle enormi manifestazioni sindacali con oltre un milione di persone e la dissociazione del suo ministro del lavoro Clemente Mastella (si era già nato) e alla sfiducia votata dalla lega che farà cadere il primo governo Berlusconi. Ecco le altre bugie che si mettono a inventari questi farabolani. Difatti si sa che Berlusconi si era dimesso perché aveva ricevuto un avviso di garanzia, o no? Ancora una volta ecco Bossi. L’unico che non ha il premier in questa brutta fase della sua vita, uno dei pochi che gli sta ancora vicino insieme a Mastella, Ghedini, D’alema e Veltroni.
Umberto nu’n me lassà starà pensando ora il premier. Troppi tradimenti. La moglie lo lascia “sta poco bene, frequenta e va a letto con le minorenni” avrebbe detto. Che malpensante. Addirittura . Anche lui che ingrato. Come ha fatto a dimenticarsi così presto di tutti i bei momenti passati insieme al premier? Come ha potuto dimenticare l’accordo preso con Berlusconi alla vigilia dell’unione tra An e Forza Italia che ha dato vita al Popolo delle libertà? Forse Silvio avrà le lacrime agli occhi nel ripensare a quelli accordi presi durante una passeggiata in riva al mare col tramonto all’orizzonte e la mano nella mano “Gianfranco, facciamo così: io ora prendo la presidenza del pdl, tu fai vedere a tutti che non indossi più la camicia nera dando sfogo al tuo carattere liberale e democratico facendo il presidente della camera, così tra 5 anni appena terminerà il mio esecutivo e a Napolitano scadrà il suo settennato tu prendi le redini del pdl e io farò il presidente della repubblica”. Che bei momenti.
Ma anche Fini è un traditore, tanto che ha querelato Vittorio Feltri direttore del giornale di Berlusconi. Che ingrato. Quasi alla pari di quei contestatori di Ariano Irpino che non credono che quelle case consegnate siano state pagate dal premier ma bensì dalla provincia autonoma di Trento. Miscredenti. Per fortuna qualche amico c’è ancora, , il quale ha saggiamente escluso dal suo speciale le contestazioni, non si sa mai danneggino la figura immacolata del premier.
Gli amici del resto, si vedono nel momento del bisogno.

Stefano Poma (collaboratore)

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34 Risposte

  1. bulletProof scrive:

    Una discreta imitazione di Travaglio.
    A questo punto meglio leggere l’originale.

  2. Stefano Poma scrive:

    bulletProof senza volerlo mi hai fato un complimento, grazie.

  3. Maura Contini scrive:

    Bell’articolo Stefano continua così e ignora i commenti degli invidiosi

  4. Fabio Cara scrive:

    quanto son belle le persone che si nascondono dietro ai nick aaaaaaah….mi sa che il nostro “bulletProof” o non ha capito nulla dell’articolo o pratica attività onanistica davanti al quadro del nano di Arcore. Anni fa Caterina Caselli diceva “la verità ti fa male, lo so” e questa parte di canzone la dedicherei a te, caro bulletProof. Mentre al tuo capo, lasciamo un altra parte di canzone che sicuramente vorrebbe cantare con piacere, soprattutto alla “cattivissima” magistratura rossa: “nessuno mi può giudicare, nemmeno tuuuu”….bye bye

  5. Monica Nicolosi scrive:

    Evidentemente quando c’è un articolo fatto bene, ben approfondito e il suo autore ha abbastanza sale in zucca da saper spiegare rapporti di causa-effetto rendendone piacevole la lettura, va di moda additarlo quale imitazione di… Di chi? Di un giornalista che fa il suo dovere? Ben venga che Travaglio non si l’unico che ha l’ardire di scrivere esattamente quello che succede e ben vengano le “penne” nuove che sanno fare sintesi dello scempio italiano.
    Ho apprezzato il suo articolo signor Poma e spero di leggerne presto altri.

  6. demo scrive:

    beh, travaglio ha meno verve.

  7. Martin Sileno scrive:

    ottimo pezzo Stefano

  8. Mirkuz scrive:

    Fossero tutti come travaglio avremmo un informazioni un po’ più libera

  9. marcoz scrive:

    diciamo che stefano è molto originale nel suo genere.. se il suo articolo ci ricorda Travaglio, bisogna dire che sta crescendo e diventando sempre più un professionista.. complimenti stefano!!!!

  10. dolce yaya scrive:

    wow..!!!ti faccio i miei piu’ sinceri complimenti ,scusa se ti do del tu,mi viene spontaneo….era da tanto che non leggevo qualcosa d’inteligente…per il resto caro Stefano l’invidia è una brutta bestia è bulletproff ne è la conferma…A presto e ancora complimentoni…

  11. Alex scrive:

    Be che dire ognuno ha il suo pensiero e pertanto va rispettato. L’articolo di ste ricorda molto da vicino un articolo simile letto da Travaglio ad Anno Zero e il fatto che venga paragonato a lui gli fa di certo onore. Quindi bullet proof se il tuo paragone era stato fatto per sminuire mi spiace per te ma hai ottenuto l’esatto contrario.

    Quello che dice su Berlusconi purtroppo è tutto vero solo che la gente ancora nn se ne rende conto. Ce anche da dire che accusiamo sempre e solo lui ma anche tutti quei fantocci che si porta dietro non sono da meno, quindi gente riflettete…

  12. Simone scrive:

    E’ raro trovare persone che siano in grado ( e abbiano il coraggio ) di esporre una cronostoria tanto semplice quanto esauriente della vicenda politica italiana che ormai siamo costretti a subire da oltre cinque lustri!
    Ogni qualvolta che una persona nuova tenta di dare sfogo alle proprie capacità ( o passioni, chiamatele come volete ), spesso e volentieri viene attaccata se non si condivide il suo pensiero.
    Per quanto mi riguarda, sig. Poma, il suo articolo mi è piacito parecchio. Mi farebbe piacere leggere, qualora non l’avesse ancora pubblicato, un suo pensiero riguardo ai tanti soprusi che devono ancora subire, mio malgrado, i lavoratori precari ( e qui mi rierisco a insegnanti, operai….insomma, il vero motore che tira avanti l’Italia ).
    Saluti.

  13. fra scrive:

    Alcune persone parlano solo per dar aria alla bocca, ma in quel caso vuol dire che di mezzo c è una grande forma d’ invidia..
    Mi vorrei complimentare con Stefano per l articolo augurandogli che questa sua professionalità lo porti sempre più in alto!!!

  14. Ste Fanya scrive:

    Complimenti veramente bell’articolo,non badare alle critiche gratuite delle persone!

  15. Marco scrive:

    veramente bello quest’articolo…continua cosi e nn pensare alle persone invidiose ke disprezzano!!!

  16. Michela scrive:

    Il pezzo è completo,scritto bene ed esauriente. Sia per scriverlo che per leggerlo è necessario possedere una buona conoscenza della situazione politica italiana -di oggi e di ieri- e un senso critico costantemente allenato.
    Sono una laureanda in giornalismo,cerco di essere, da sempre, obiettiva e imparziale. Condivido molte cose di questo articolo, prima di tutto lo stato devastante dell’informazione italiana e della (non) libertà di stampa.
    Il tono piacevolmente ironico e tagliente ricorda quello di Travaglio,ma questo inevitabilmente si tratta di un complimento, considerato che Marco è uno dei giornalisti migliori in Italia e non solo. Poi potrebbe anche essere vero che sono migliori gli originali, ma con il passare del tempo io ho capito una cosa:il confronto e lo scontro con gli altri può e deve essere costruttivo.Ascoltare voci nuove,pareri diversi,leggere articoli anche di persone che non conosco fa bene e offre sempre spunti per migliorare e migliorarsi.Per cui leggere Travaglio va bene.Ma non solo.C’è altro in giro e, perdonatemi,ma se si cerca bene c’è anche di meglio.
    Complimenti,continua così e fai delle critiche il tuo tesoro prezioso per perfezionarti sempre di più.

  17. Stefano Poma scrive:

    Ringrazio coloro che hanno voluto porre le proprie idee al cospetto d’un commento, che per quanto mi riguarda, è stato molto disatteso, dato che il mio maestro (e cioè il giornalista che m’ha fatto carriera, come direbbero a Napoli) non è stato Travaglio, ma bensì è stato Indro Montanelli. Travaglio è un ottimo giornalista giudiziario, possiede gli attributi (come gli chiamava Montanelli), ha una capacità rara degli uomini veri di immergersi completamente nei propri obiettivi, è un uomo circondato da giornalisti e costituzionalisti i quali gli narrano le varie leggi del caso o della notizia che passa in quel momento, ma manca di storicità. Dato che questo afflato di commenti è nato da un commento scritto da una persona che evidentemente non legge i miei articoli (buon per lui, non sono mica il vangelo) vorrei invitarlo alla lettura dei miei altri articoli. Questo è stato l’unico articolo scritto appositamente per Moschebianche.it (dato che i miei articoli che in questo sito sono emanati sono frutto d’un amicizia con il direttore Simone Bellisai) dato che io scrivo per altri giornali (di sinistra, purtroppo, dato che io sono di destra). Lei chiama il giornalismo satirico travagliano? Cioè, tutti coloro che applicano un’ambiguità nei propri scritti sono travagliani? Lei è poco colto caro il mio bulletProf. Anche se devo dirlo che il mio parallelismo a una personalità come quella di Travaglio mi ha fatto molto onore (lui ha 45 anni e io 24). Leonardo da Vinci diceva: è scarso l’allievo che non supera il suo maestro. Il mio maestro non è Marco Travaglio ma è Indro Montanelli, e siccome entrambi abbiamo avuto la stessa ideologia di giornalismo, significa che il nostro maestro ha scelto bene i suoi polli.

  18. Damiano scrive:

    ahahah Stefano ma questi che commentano sono tuoi parenti?
    Su Moschebianche non si erano mai visti tanti nick name nuovi in una sola giornata per un articolo 😀

    scherzo eh! 😉

  19. MisterSil scrive:

    Un altro, l’ennesimo, eroe della libertà di stampa. E’ facilissimo riconscerlo, ha tutti i sacri crismi della specie eletta. Anzi autoeletta. Allora vediamo un po':
    è di destra ma scrive sui giornali di sinistra;
    si autoproclama allievo di Montanelli (che non si è mai sognato di avere allievi);
    usa 10 parole per dire quello che ne necessiterebbe al massimo di 2 ( e la lezione di Montanelli?);
    si porta dietro una claque di ammiratori plaudenti a comando;
    ha una smisurata stima di sé;
    considera degli ignoranti e dei servi sciocchi tutti quelli che non la pensano come lui.

    Mi sembra che ci sia tutto.

  20. giodex scrive:

    Allora considerando che il commento di BulletProf ha scatenato tutta una serie di successivi commenti, che spesso sfociano in complimenti, è chiaro che si tratta di un falso.
    BulletProf è lo stesso Stefano che ha cosi’ avviato una mini contestazione che ha interessato più l’autore che non i contenuti.
    E’ chiaramente un complotto!! :-))))

  21. MisterSil scrive:

    Scommetto dei servizi segreti, ovviamente deviati. Naturalmente Poma avrà senz’altro riconosciuto la chiara citazione montanelliana

  22. Kame scrive:

    Bell articolo complimenti

  23. Luca scrive:

    Vorrei rispondere a Mister Sil..il signor Poma è stato da quello che ho visto tacciato di copiare di sana pianta Travaglio e credo che abbia semplicemente voluto chiarire le sue posizioni..
    è vero Mister Sil che molte volte bastano due parole ma dato che viviamo ahimè nel paese dei veleni è sempre meglio essere precisi anche a costo di annoiare alcuni lettori ma evitando equivoci…
    Non mi sento di paragonare questo giornalista a un Travaglio (per il quale non provo grande simpatia ma ne riconosco la bravura)…ma avendo avuto modo di leggere questo articolo posso dire che non gli mancano di certo gli argomenti e l’abilità nello scrivere…
    Anzi mi fa piacere che un ragazzo (lui dice di aver solo 24 anni) abbia la passione per un bel lavoro come quello del giornalismo che molte volte viene frainteso nei propri fini, diventando schiavo di questa o di quella parrocchia..
    Sinceramente è preferibile leggere uno scritto di “un eroe della libertà di stampa” che altre porcherie quali i gossip sul divo del momento..
    Quanto alla bufala..non so dirlo…ma non credo che una persona seria si inventerebbe una simile messa in scena..per che cosa poi? per ricevere due o tre complimenti? Non scherziamo..
    L’unica cosa della quale forse si doveva parlare era del protagonista della storia ma nessuno l’ha ancora fatto e si è preferito invece fare un dibattito sullo stile di scrittura del giornalista…

  24. MisterSil scrive:

    E’ vero, dimenticavo. Poma dice di avere solo 24 anni. Come può succedere una cosa del genere. Sarà colpa dello sfacelo della scuola italiana o di quello che mettono oggi negli omogeneizzati? Comunque è una cosa terribile!!!

  25. Fabio Cara scrive:

    MisterSil(vio) le uniche persone che applaudono a comando mi è sembrato di vederle ai comizi di un imprenditore corrotto, che si è calato nei panni del paladino della giustizia (ahahahahahaha) della libertà (negata). Il problema è che Stefano Poma sa cosa dice quando si dichiara “di destra”, anche Travaglio si è definito “di destra”. Se c’è qualcuno che non è di destra, questo è la persona che difendi tu nei tuoi commenti

  26. Ginger scrive:

    Bell’articolo. Ironia velata. Sapientemente adoperata per descrivere un quadro pietoso della nostra Italia (sigh)

  27. MisterSil scrive:

    @Fabio Cara, oh Madonna, un altro che crede di fare satira politica! Però fai ridere :-)

  28. symbel scrive:

    Vorrei fare una precisazione: moschebianche.it non ha un direttore ma come è scritto nel disclaimer in fondo alla colonna destra è un blog condiviso sul quale scrivono cinque redattori autonomamente senza alcun intervento da parte di un responsabile. Da questo punto di vista possiamo pure dire che il blog ha 5 direttori. 😉
    Ogni redattore ha poi a sua volta un gruppo di collaboratori dei quali pubblica gli articoli.
    Fatta questa doverosa precisazione ringrazio Stefano per il suo attestato di amicizia espresso nel suo commento.

  29. Stefano Poma scrive:

    Simone, ma figurati! Non c’era bisogno di ringraziarmi per l’amicizia che ho espresso nei tuoi confronti. Anzi, sono io a ringraziarti (o meglio a ringraziarvi) dato che questa è una delle poche pagine in cui si possa scrivere liberamente, e dove, frammenti dei miei articoli non vengano tagliati o modificati, dato che molti altri editori, hanno paura di ricevere querele. O meglio, di non avere rogne, come mi è capitato diverse altre volte (vedi Feltri, il quale m’ha tacciato d’essere un fascista antemarcia, in una situazione nella quale il direttore del giornale di Berlusconi aveva il busto di Mussolini sapientemente posto sul lato destro della scrivania vicina alle penne). Ciò che trovo interessante è che in questo blog ci siano diverse opinioni, e lo stare su posizioni opposte è il germe che pone le democrazie, che poi fa nascere un qualche cosa di completo, e sempre signorile. Le critiche sono sempre costruttive, questo è vero, ma non fatte da coloro che hanno il ciuccio in bocca, ma anche coloro col tempo, sono sicuro che cresceranno. D’accordo che la madre dei cretini è sempre incinta, ma prima o poi i preservativi fermeranno questa mattanza. Almeno lo spero, ma finchè il circolo degli “amici del nano” starà in piedi, sarà una battaglia simile a quella di Stalingrado, cioè, non arriveranno i rinforzi, poichè “tanto i russi capitoleranno”. E su questo sappiamo tutti come andò a finire la seconda guerra mondiale. E cioè come finiscono tutte le guerre, poichè chi dichiara una guerra senza motivo e senza la conoscenza dell’avversario, finisce per forza di cosa a Norimerga o a piazzale Loreto. Scegliete voi quale preferite. Con questa mia ultima, mi rivolgo al circolo degli “amici del nano”.

  30. Rudy Basilico Turturro scrive:

    Piazzale Loreto è una vergogna per il popolo italiano. Non andrebbe augurata neppure al peggior nemico.
    Poi tratteggiare il confronto politico come una nuova Battaglia di Stalingrado è davvero deprimente. Siamo al livello dei gruppi di Facebook “Uccidiamo Berlusconi”. Spero che il richiamo a Stalingrado-Norimberga-Loreto (pagine tragiche della Storia) sia solo una provocazione per rafforzare i concetti che esponi, ma che non rappresentino davvero il modo in cui vivi l’attualità politica.

  31. Stefano Poma scrive:

    Be Rudy, era scontato. Ma scherziamo? Era solamente una provocazione.

  32. Rudy Basilico Turturro scrive:

    Di questi tempi, e ne converrai, non c’è nulla di scontato.
    Il dibattito politico, così com’è, non mi piace per nulla. Mi piace illudermi che alla scomparsa (politica e non solo) di Berlusconi il clima si rilasserà, ma come ho spesso scritto anche su MB potrei avere una cocente delusione.

  33. Favio Spiga scrive:

    ottimo articolo pieno di contenuti veramente interessanti..non vedo l’ora di legge un tuo nuovo articolo continua così

  34. Stefano Poma scrive:

    grazio Favio. be Rudi il problema in questo momento è esclusivamente legato al fatto che B. possiede tutte le televisioni, e quindi fanno finta di fare dibattito politico, qualcosa (a meno che non lo succederà Piersilvio) cambierà senz’altro.

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