Pirati all’arrembaggio

Il () nasce in , il 1° gennaio 2006, ad opera di , imprenditore ora 37enne.
I punti programmatici del partito sono semplici: riforma del copyright (non la sua eliminazione), per trovare un maggiore bilanciamento tra la necessità di diffondere la e il diritto degli editori/creatori di beneficiare della proprietà intellettuale. Il dovrebbe essere incoraggiato invece che criminalizzato, ed ovviamente essere completamente libero. I diritti d’autore dovrebbero scadere dopo 5 anni invece che durare per tempi biblici.
Questo è il punto che probabilmente fa più gola ai giovani d’oggi, attratti dal p2p e dal download come le api sono attratte dal miele, ma anche gli altri punti sono altrettanto interessanti, come l’abolizione del sistema dei brevetti e il rispetto per il diritto alla .
I principi a cui si attiene il partito, come si conviene ad una realtà che vive e prospera su , sono arrivati alla versione 3.2.

I numeri difficilmente mentono, vediamone qualcuno.
Si presentò alle elezioni nazionali svedesi nello stesso anno della sua creazione, prendendo lo 0,63% dei voti. Questo, 3 anni fa. Oggi, nel 2009, il Piratpartiet svedese ha preso il 7,13% dei voti alle ultime elezioni europee di febbraio, arrivando a portare un deputato, che potrebbero essere due nel caso il trattato di Lisbona venga ratificato.
In termini di iscritti, il partito Pirata in un paio di mesi ha superato il partito dei Verdi, il Left Party, il partito liberale, i cristiano democratici e il partito di centro, diventanto il terzo partito del paese per numero di sottoscrizioni. Un successo incredibile, soprattutto tra i giovani. In Svezia, in termini di votanti, è il secondo partito nella fascia di età dai 18 ai 29 anni, e il quarto tra i 30 e i 44 anni.

Il “botto” del partito è avvenuto in concomitanza al processo contro Pirate Bay,  allora il più importante sito del mondo dedicato all’indicizzazione dei file . Da notare che non è legato al Partito Pirata, anche se sono abbastanza evidenti le connessioni almeno a livello ideologico. Durante il il numero di iscritti ha continuato a crescere, letteralmente esplodendo al momento della condanna in primo grado.

Il partito pirata si sta diffondendo a macchia d’olio anche all’estero. Ad oggi, è presente in 33 altre nazioni oltre la svezia. In Germania ha ottenuto due consiglieri comunali a Münster and Aachen nelle elezioni comunali di agosto 2009, mentre alle recenti elezioni nazionali per il parlamento tedesco il partito pirata ha preso il 2% dei voti, non abbastanza per entrare in Parlamento ma sufficienti per essere il primo partito per numero di votanti ad essere fuori dal Bundestag.

Che succede in Italia? Il Partito Pirata Italiano ufficialmente è ancora un’associazione, che ha candidato un indipendente nelle liste di Sinistra e alle elezioni europee del 2009. Forse in Italia la diffusione del web non è allo stesso livello di altri paesi, ma sarebbe sbagliato sottovalutare il fenomeno. In pochi anni potrebbe diventare una forza politica significativa, e per sua natura abbastanza trasversale e non legata ai soliti schemi destra-sinistra che ammorbano la politica italiana, ma soprattutto di sicura attrattiva per la gioventù che ormai vive e bivacca su internet, e che tutto sommato poco capisce ed è interessata ad una politica “vecchia” e comandata da politici che presumibilmente neanche sanno cosa è un file torrent.

Lapo Pelosini (redattore)

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1 Risposta

  1. giodex scrive:

    Dubito che in Italia possa funzionare un partito del genere. Qui la politica è fortemente clientelare, i voti sono scambiati spesso e volentieri, la gente crede che la verità venga fuori solo dalla TV, l’italiano pensa solo a metterla nel sedere al prossimo e questo tipo di partiti invece fanno dell’interesse comune la propria bandiera. I concetti alla base di questo partito infine non sono esattamente quelli dei nostri concittadini che pensano a scaricare musica e film solo perchè è gratis.

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