Tutti giù per terra

Ognuno di noi potrebbe citare momenti, giochi, canzoni, programmi radiofonici o televisivi che hanno accompagnato la nostra infanzia e la nostra crescita e che fanno parte del bagaglio di ricordi che ci portiamo come corredo nell’età adulta.
Ultimamente assistiamo a numerose picconate contro tutto ciò che è scolpito a caratteri cubitali nel cassetto della nostra memoria e non basta il volenteroso a dare qualche pennellata di vernice per mantenerne la freschezza.
E’ notizia di oggi, infatti, che la Rai ha tagliato i fondi per l’organizzazione dei prossimi “Zecchino d’oro” e sta pensando di pensionare, fin da questa edizione, lo storico conduttore della manifestazione bolognese, , ex Mago Zurlì, giunto alla veneranda età di 76 anni.
In effetti ci sembra giusto risparmiare i denari per organizzare, invece, la prossima “Isola dei Famosi” o per pagare lo stipendio di Claudia Mori e Antonella Clerici.
Insieme allo Zecchino d’oro, ed è ciò di cui vorrei parlare, non se la passa bene nemmeno il famoso gioco del “girotondo” nella sua versione adulta e politicizzata, nata nel 2002, come forma di protesta popolare e non solo, nei confronti dell’allora Governo Berlusconi.
Perché parlare di questo?
Perché in questi giorni stiamo assistendo al lancio degli stracci (no, questo non è un gioco della nostra infanzia) tra i protagonisti di allora, alcuni, a dire il vero, letteralmente eclissati.
Francesco Saverio Borrelli, ex guru di Mani Pulite, è in pensione da qualche anno, ha ripreso in mano l’amata bicicletta e, udite udite, è diventato Direttore del Conservatorio di Milano.
Del mitico professore Francesco “Pancho” Pardi, novello Che Guevara della maremma, non si hanno praticamente più notizie….
Nanni Moretti ha concluso l’anno scorso il suo incarico di Presidente del Festival Cinematografico di Torino e ha proferito parola durante le primarie del PD per annunciare il suo voto a Dario Franceschini, non proprio un rivoluzionario girotondino….
I comunisti oramai vivono esclusivamente nella mente di “papi” e, se anche così non fosse, in questi giorni sarebbero comunque in lutto ricordando quanto belli fossero i muri e certi Paesi divisi in due tronconi.
Ma di quel tempo della mia vita mortale mi piacerebbe soffermarmi soprattutto su Antonio Di Pietro e sul più girotondino di tutti, Paolo Flores d’Arcais, direttore di MicroMega.
In questi giorni il Tonino nazionale sta affrontando una pericolosissima fronda interna al proprio partito o, se vogliamo usare i termini di Piazza Affari, una scalata ai vertici portata avanti da “una serpe che covava in seno” ossia l’ex Procuratore della Repubblica Luigi De Magistris, chiamato nell’IDV a furor di popolo dallo stesso Di Pietro e ora lanciatissimo nel fare le scarpe al Re di Montenero di Bisaccia dopo averle fatte al Re della mozzarella di bufala Clementone Mastella.
Come se non bastassero i seguenti guai politici, Tonino Di Pietro deve fare i conti, proprio lui che ne ha fatto questione di vita e di bandiera, con la poca trasparenza e alcuni casi giudiziari che ultimamente si registrano nell’Italia dei Valori e che hanno portato parecchi suoi sostenitori a chiedergli spiegazioni di ciò.
Siccome piove sul bagnato ecco che il vecchio e caro alleato anti-berlusconiano Paolo Flores d’Arcais, sulle pagine di MicroMega da lui stesso diretto, attacca Tonino proponendogli 10 domande scottanti sulla falsa riga di quelle lanciate a Berlusconi da Repubblica mesi or sono.
Di Pietro ha subito annunciato che risponderà a breve giro di posta e che non ha nulla da nascondere.
Insomma, nel momento stesso in cui l’IDV sembrava farsi carico dell’opposizione anti-governativa più dura e registrava un aumento esponenziale dei propri voti, inquietanti scosse e fuoco amico si abbattano sul suo indiscusso leader.
Aveva ragione il buon che spesso amava dire “un puro è destinato a incontrare qualcuno più puro di lui che lo epura”.

Serpico (collaboratore)

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5 Risposte

  1. symbel scrive:

    Molto bello questo articolo, complimenti Serpico!

  2. MisterSil scrive:

    Bel pezzo. Insomma, anche per questa volta la rivoluzione è rimandata

  3. giodex scrive:

    Direi che a parte la qualità dell’articolo, sempre scritto bene e piacevolmente fruibile, devo dissentire su alcuni concetti espressi.
    In primis, direi che non si puo’ proprio parlare di “10 domande scottanti sulla falsa riga di quelle lanciate a Berlusconi da Repubblica”, infatti si tratta di domande molto diverse tra loro, e devo dire che di scottante , nelle domande di MicroMega, non ci trovo nulla. Anzi, le domande sembrano fatte per meglio agevolare i concetti ed i valori di IDV, per coloro che magari non hanno il quadro ben preciso. Credo che Di Pietro ringrazierà per tali domande.
    Inoltre mentre concordo sull’ aumento esponenziale dei voti, dissento (ma questo è un mio parere) sulle “inquietanti scosse e fuoco amico che si abbattano sul suo indiscusso leader”.
    Credo che siamo movimenti interni al partito del tutto comprensibili, e che alla fine non possano fare altro che portare altri voti ed aumentare l’interesse verso l’IDV.

  4. Damiano scrive:

    Vi ringrazio per i complimenti :-)
    vi annuncio già che il mio prossimo articolo sarà incentrato sulle figure di Ivan Scalfarotto e Daniele Capezzone, non so se mi spiego ahahahahah

  5. Questa prospettazione di evidente carattere
    ipotetico-alternativo period stata, peraltro, disattesa dal giudice di
    prime treatment (illinois GUP di Firenze).

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