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La politica drogata

 
 
symbel (redattore)

La politica drogataDopo il caso tutti i sono stati presi per cocainomani. Questa la giustificazione ufficiale del carosello di parlamentari che si stanno sottoponendo in questi giorni al promosso dal ministro e al quale si sono accodati altri esponenti della maggioranza e opposizione.
Messo così il ragionamento regge, ma solo per poco, molto poco. Nel senso che è vero che è prassi comune tra la gente e non solo nei discorsi da bar affermare che tutti i politici, tutti i personaggi televisivi, tutti i calciatori, tutti i ciclisti, tutti i divi del rock, tutti gli stilisti, tutte le top model si drogano, sniffano come dei bidoni aspiratutto, hanno le narici come le ampolle che ribaltate simulano la nevicata sul presepio.
Un pensiero comune al pari de “i politici sono tutti dei ladri” e “i preti sono tutti pedofili”. Al di là del fatto che in entrambe le categorie ci si da molto da fare per confermare questi pregiudizi rimane sbagliato il concetto o perlomeno bisogna concedere l’onere della prova.
Detto questo ritengo assolutamente demenziale che i politici si sottopongano al test antidroga. Ma non perché drogarsi è bello o è indifferente per la salute di chi lo fa ma perché secondo me attiene strettamente alla loro sfera privata, a meno di essere tossicodipendenti incalliti.
Se un politico guida l’auto sotto effetto di stupefacenti o viene beccato a spacciare o in un coca party viene giudicato anche politicamente ed è giusto, come tutti i cittadini, ma perché sottoporsi ad un test da esporre in pubblico se non per protagonismo e opportunismo politico?
Oppure si può pensare che se un politico sniffa coca questo possa inficiare il suo servizio di legislatore? Se la risposta a questa domanda è sì allora si dovrebbe pretendere anche il test sul tasso alcolemico, il test psichiatrico e pure, vista l’età, anche quello sulla demenza senile per non parlare di quello sul viagra che notoriamente ha ripercussioni sulla pressione sanguigna e annebbia la vista.
Ho come l’impressione che chi si sottopone al test seguito dalle telecamere dei tg e dei salotti televisivi mostrando trionfalmente la ciocca di esaminata o il contenitore delle lo faccia esclusivamente per farsi bello davanti al suo elettorato bacchettone.
Se ragioniamo bene sui mali della classe politica italiana del passato e del presente, sull’immobilismo legislativo, sulle riforme non fatte, i soldi sprecati e le battaglie ideologiche che in alcuni casi hanno portato molti politici distanti dalla realtà della gente comune, possiamo pensare che il test antidroga peraltro non obbligatorio sia un fatto prioritario per il nostro Paese?
La droga uccide, personalmente non mi appassiona nemmeno la distinzione fra droghe leggere e pesanti, ma questo test che si basa su valori giusti in linea di principio, calato nel pratico, sotto una nube di buon deodorante cela quella solita insopportabile puzza della più putrida ipocrisia.

symbel (redattore)
 
 
 
 

1 Commenti

  1. giodex scrive:

    Ottimi articolo , sono d’accordo con te Symbel.
    Ma pensassero a lavorare che qui va tutto a merda…..

 
 

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