I nuovi mostri: Ivan Scalfarotto

I nuovi mostri: Ivan Scalfarotto Fin da bambino, lo ammetto, ho sempre subito il fascino del trash, problema non risolto nell’età adulta, dunque non vi stupirete se ho deciso di occuparmi, in due distinti articoli, di due baldi giovanotti saliti, da qualche anno, alla ribalta della cronaca politica, i Dioscuri dei due principali schieramenti, ossia e Daniele Capezzone.
Prima puntata.
Per chi non lo sapesse Ivan Scalfarotto, il sosia brutto di Fabio Fazio, dal 7 novembre 2009 è, insieme a Marina Sereni, il nuovo vicepresidente del .
“Urka”, direte voi, se è stato scelto per una carica così importante e se ha scalato tutte queste posizioni all’interno del partito, vorrà dire che è in possesso di un curriculum politico di tutto rispetto.
Ehm, le cose non stanno proprio così.
Ivan Scalfarotto, dopo una laurea in Giurisprudenza e un passato da consigliere comunale a Foggia, si segnala agli occhi dell’opinione pubblica nel 1996, con una lettera inviata a Repubblica nella quale esprimeva la propria delusione nei confronti del primo Governo Prodi.
Nel centrosinistra i delusi hanno sempre esercitato un certo fascino (vedesi la Serracchiani che dopo una lavata di capo a Franceschini si è ritrovata in piena corsa per le più alte cariche del partito), di conseguenza il buon Scalfarotto fa proseliti e nell’ottobre 2005 si candida addirittura alle primarie dell’Unione, prendendo meno voti di quanti ne beccò il mio capoclasse delle elementari qualche annetto fa.
“Fine della carriera” penserete voi.
Ancora una volta, invece, il nostro eroe risorge dalle ceneri e dopo un periodo lavorativo trascorso in quel di Mosca (!), compie uno dei suoi capolavori, presentandosi a una convention in occasione delle Elezioni Politiche 2006 e dichiarando apertamente di votare per i Verdi (sic!).
Fine del rapporto con i Ds?
Non ci siete proprio!
Scalfarotto infatti, un anno dopo, invia una lettera a “L’Unità”, indirizzata a Piero Fassino e chiede di essere iscritto ai Democratici di sinistra in vista della nascita del futuro Partito Democratico.
Partecipa alle primarie che incoronano Walter Veltroni e, ancora una volta, va incontro a una disfatta personale.
Il nostro, tuttavia, può contare su alcuni santi in paradiso, poiché riesce a entrare nell’assemblea costituente nazionale del partito.
Arrivano le elezioni Politiche del 2008 e il nostro eroe viene candidato alla Camera dei Deputati nel primo collegio lombardo e, stranamente, non viene eletto.
A questo punto, forse per delusione o forse perché aveva intuito la sua vera strada, finisce come ospite fisso nella trasmissione di Maurizio su La7.
Ma come Cincinnato, Michael Jordan, Lance Armstrong ed Enrica Bonaccorti, decide di rientrare in campo e viene candidato per le Elezioni Europee della scorsa primavera, circoscrizione Nord-Ovest.
Il risultato non ve lo scrivo, tanto l’avete intuito da soli.
Eletto dunque alla carica di vicepresidente del , prende spunto dal nome del proprio partito e come primissima dichiarazione post-nomina si schiera a favore dell’eventuale espulsione di Paola e, con grande orgoglio, dichiara la propria soddisfazione perché, parlando della sua elezione a vicepresidente, i giornali avevano rimarcato la sua .
Nuove generazioni di politici crescono.
Nel prossimo articolo ci occuperemo di Daniele Capezzone e, ahimè, qui il lavoro si complica parecchio.

Serpico (collaboratore)

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