Aziende alla riscoss… ione

Aziende alla riscoss... ioneConoscete l’azienda “ Italia”? No? Adesso provo a farvela conoscere.
Tributi Italia, ex Gestor, ex San Giorgio, ex Publiconsult è un’azienda privata che si occupa di riscuotere i tributi per i comuni, e altre tasse comunali.
Nella sua lista di clienti la “Tributi Italia” annovera circa 130 medio grandi, nella lista spicca ad esempio la città di Bologna.
La Tributi Italia, per decisione del Ministero delle Finanze e della commissione Finanze della Camera che la definita “una società pericolosa” è stata sospesa dall’Albo dei riscossori nel quale sono iscritte tutte le aziende che hanno la facoltà di esercitare questo servizio in collaborazione con il pubblico.
Ma cosa avrà mai combinato questa azienda per meritarsi l’espulsione dell’Albo?
L’ennesima denuncia, quella che ha fatto scoppiare il bubbone, proviene dal Comune di Pomezia che ha deciso, nonostante il contratto che la legava a Tributi Italia, di non avvalersi più dei suoi servigi. Perchè?
Pare che da tempo le somme riscosse per conto dei comuni spariscano nel nulla, lasciando decine di comuni sull’orlo del , senza contare più di mille posti di lavoro a rischio, i 1200 lavoratori dell’azienda infatti da tre mesi non percepiscono lo stipendio.
Il tributi non versati hanno raggiunto la cifra acclarata di di euro, ma se si considera quello che ancora non si è riuscito ad appurare si teme un ammanco di 200 milioni di euro.
La situazione che con il passare dei giorni si sta delineando è quella della e il presidente dell’, associazione nazionale dei comuni italiani presieduta dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino non ha esitato a porsi davanti a questo problema chiamandolo per quello che è, una .
La situazione economico finanziaria di alcuni comuni italiani è veramente sull’orlo del .
A questo punto viene da chiedersi come possano accadere cose del genere. I controlli chi doveva farli? I comuni come fanno a non accorgersi del fatto che grossa parte dei tributi non arrivano? Chi è il responsabile dell’iscrizione all’albo con certificazione di un’azienda inaffidabile e truffaldina?
Il sospetto è che le risposte a queste domande cadranno nel vuoto.
Nell’attesa è utile sapere, giusto per capirci, che il presidente e socio unico della società è Patrizia , sorella del già noto Giuseppe in passato consulente della società fino al 30 aprile 2009 giorno in cui è stato arrestato per frode, peculato e abuso d’ufficio per la partecipazione alla società ASER che riscuote i tributi ad Aprilia.
Quando la stessa società si chiamava Publiconsult era guidata dallo stesso Giuseppe Saggese. Quindi proprio imprevedibile questa situazione non lo era proprio.
Anche oggi sul sito tributi-italia.it campeggia la scritta “Tributi Italia è un partner sicuro e affidabile, in grado di garantire tutto il supporto e l’assistenza necessaria in ogni fase del processo di amministrazione delle entrate, dei servizi e dei costi”. Beh, certo che messa in questi termini, come si fa a non fidarsi?

I termini più cercati:

symbel (redattore)

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10 Risposte

  1. ARMANDO scrive:

    APRILIA: ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 10 GENNAIO

    Pubblicato da GDO a 9:35 PM . lunedì 4 gennaio 2010
    Aprilia 04 Gennaio 2010 – E’ ormai noto che il 13 Gennaio il Tar del Lazio discuterà la sospensiva richiesta da Tributi Italia Spa sulla delibera 1/2009 della Commissione per la tenuta dell’Albo dei Concessionari e della Circolare N. 3 D/F del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A tal proposito, il Sindaco D’Alessio ha inviato una lettera che invita l’ANCI, l’IFEL, i Sindacati di Categoria e tutti i comuni coinvolti nella questione Tributi Italia, a partecipare alle manifestazioni nazionali che si svolgeranno il 10 Gennaio ad Aprilia eD il 13 Gennaio a Roma sotto la sede del Tar del Lazio. Il raduno del 10 ha lo scopo di tenere alto il livello di attenzione sul problema della riscossione delle entrate comunali e sulla cancellazione di Tributi Italia. In questa occasione, inoltre, verrà discussa la proposta di istituire un tavolo permanente dei Sindaci e delle Istituzioni per individuare le misure più idonee da prendere per affrontare il problema. Sono già pervenute le adesioni da parte di diversi comuni tra cui: Pomezia, Nettuno, Ardea, Bolzano, Roccalumera (Messina), Scansano Jonico (Matera), Fasano (Brindisi), Villa Castelli (Brindisi), Castelletto D’Orba (Alessandria). Il Sindaco invita tutti i cittadini a prendere parte alla manifestazione, che avrà inizio domenica alle ore 10.00 in Piazza Roma e si sposterà presso la sede del Centro SADA (già Cral), per dimostrare che tutta la città condivide la presa di posizione dell’amministrazione per riappropriarsi della riscossione dei tributi, elemento fondamentale dell’economia del paese.

    Telegolfo Agropontino

    Notizie da Terracina,Anzio,Pontinia,Cisterna,Latina,Fondi. http://www.telegolfo.com

  2. giovanni scrive:

    MARTEDÌ 15 DICEMBRE 2009
    Avevamo visto giusto, nessuno “vede, sente ecc….”
    Il 28 ottobre 2006 è stata inoltrata al tribunale di Genova la seguente lettera:

    ORAS

    Al presidente del tribunale di Genova – sede

    Percorrendo gli spazi del palazzo di giustizia, dall’ingresso fino all’ultimo piano, si incontrano molti cartelli segnaletici aventi lo scopo di orientare i visitatori verso gli uffici richiesti.
    L’opera è di certo degna di essere considerata meritoria ma, ad una attenta osservazione, compare una evidente e preoccupante anomalia.
    Al piede dei cartelli è scritto che la realizzazione è contenuta in una “collaborazione” con la ben nota San Giorgio spa, esattrice di imposte, che da tempo occupa le cronache giudiziarie di tutta Italia per una pluralità di reati addebitati ed in giudizio.
    Si tratta di reati di rilevante gravità e si tratta di attività che gli ispettori del ministero delle finanze definirono come derivanti da una <>.
    Quindi appare naturale domandarLe:
    Chi ha deciso una tale “collaborazione”?
    Su quali basi si è fondato il presupposto ?
    Con quanta attenzione si valutano certi rapporti con soggetti quali quelli indicati ?
    E’ possibile credere in una “disattenzione”?
    In attesa di cortese riscontro voglia gradire un augurio di buon lavoro.
    ORAS
    a.p.

  3. giovanni scrive:

    quotidianoilresto.it

    « Nettuno Interessi troppi…

    SE TRIBUTI ITALIA FOSSE CANCELLATA
    Post n°3 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da progetti.editoriali

    Tag: aser, nettuno servizi, saggese, Tributi italia
    Ormai tutte le parti in causa – Comuni & Privato – hanno fatto scelte definitive ed irreversibili. La Tributi Italia, apparentemente costretta all’angolo da comuni inferociti in cerca dei tributi perduti, nella realtà, ha giocato bene le sue pedine piazzondele strategicamente per dare scacco matto. Vediamo come e perché, al contrario, i comuni abbiano fatto scelte strategiche suicide, miopi e dannose per la collettività e le finanze comunali. Per queste ragioni, nel prosieguo, analizzerò i vari aspetti di una vicenda complessa, ma non troppo, secondo il punto di vista dei vari attori che animano la scena. Ed in particolare dal punto di vista del socio privato Tributi Italia, delle due miste ASER & Nettuno Servizi che giuridicamente hanno una loro autonomia patrimoniale con obbligazioni certe verso terzi (contribuenti, dipendenti prestati al privato, fornitori, fisco…..) e dei soci pubblici che sono i Comuni di Nettuno, Aprilia, Pomezia ed Ardea. In questo scenario semplificato emergono con grande chiarezza reponsabilità e diritti dei vari attori che sinteticamente riassumo in uno scenario semplificato e dal loro punto di vista :

    TRIBUTI ITALIA
    Era da due anni consapevole che le continue acquisizioni di società similari e di fusioni con altre avevano replicato quel meccanismo già in precedenza subito dal sistema bancario che riusciva ad incassare i soli versamenti spontanei dei contribuenti mentre sui contenziosi (accertamenti, atti esecutivi, manette alle macchine, pignoramenti immobiliari) incassava appena l’1%. Man mano le anticipazioni delle banche aumentavano fino ad arrivare ad uno stop che ha provocato poi quel terremoto di cui tutti i giornali parlano (lo denunciammo cinque anni fà parlando delle “fonti di finanziamento della Publiconsult”).

    Preparandosi al peggio la società ha pensato bene di cambiare pelle, attraverso advisors di livello (Bain & Company, Livolsi & B. Partners, Studio Legale Chiomenti, PKF, Ernst & Young, Anacap ed alla fine il tocco di classe dell’avvocato di Berlusconi Ghedini) si è data una struttura istituzionale e tecnologicamente organizzata, certificando i propri bilanci, certificando accertamenti complessivi per 450 milioni di € con un aggio in suo favore di 150 milioni di €, adottando gli schemi organizzativi anti-corruzione di cui al D. Lgs. n. 231/01. Poi ha sanato i propri debiti tributari con un versamento cash di 13 milioni di €, ha cambiato management mettendo tutte faccette pulite con fedina immacolata, ha cambiato nome in Tributi Italia trasferendo la sede sociale a Roma, in Via Vittorio Veneto ed aumentando il capitale sociale a 15 milioni di € (novembre 2008), ecc….insomma si è data un gran daffare come una mignotta arricchita si dà una ripulitina esteriore di grande effetto ma sempre mignotta nell’anima resta. Poi, trascinata nel Tribunale fallimentare di Roma dalle istanze delle società che avevano rilasciato fideiussioni ai comuni, il colpo definitivo della richiesta di ristrutturazione del debito (art. 182 bis L.F.). La cancellazione dall’Albo è nei fatti un atto dovuto, proprio in ragione della sua situazione pre-fallimentare, che può essere sospeso dal Tar o comunque rivisto se il giudice fallimentare approva la ristrutturazione del debito;

    COSA SUCCEDERA A TRIBUTI ITALIA ?
    Abbiamo due sole ipotesi possibili :
    Approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i 135 comuni, i fornitori, le banche, i dipendenti (il fisco no perché è già stato pagato) potranno ricevere parte del credito vantato (tra il 40 / 50 %) in sessanta comode mensilità. Rientrerà in bonis, verrà reiscritta all’Albo se non avesse già provveduto il Tar, e potrà tranquillamente attaccare i comuni per le procedure giudiziarie irrituali che hanno seguito danneggiandola, per gli arbitrati vinti, ecc ;

    Non approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i Comuni non avranno praticamente nulla perché la società possiede soltanto beni strumentali di scarso valore (computer, mobilia….) e nell’attivo saranno presenti alcuni arbitrati vinti (Nettuno, Aprilia) per i quali il curatore avrà l’obbligo e l’interesse di chiuderli chiedendone il pagamento ai due comuni in vantaggio della massa passiva. I crediti dei comuni (arbitrati, tasse) come quelli delle banche, dei fornitori, dei dipendenti……si inseriranno nel passivo fallimentare in base al privilegio. L’operazione della chiusura del passivo sarà lunga e faticosa perché i comuni non saranno in grado di presentare (per assenza di dati) insinuazioni convincenti. Nelle more il curatore dovrà cercare di rivendere ai comuni, come stato avanzamento lavori, i 450 milioni di accertamenti nella pancia di Tributi Italia….facile ipotizzare che andranno tutti in prescrizione.

    Questo modo di vedere le cose ha condizionato poi anche la fuga dalle due miste da parte dei due sindaci con la correlata ed irragionevole scelta suicida che ebbi occasione di illustrare in un mio vecchio articolo titolato “ Salviamo il soldato Saggese……..e la politica” di cui riproduco la parte maggiormente saliente.

    “Torniamo all’Aser ed alla Nettuno Servizi fornendo qualche ragguaglio tecnico/giuridico. Le due società, pur essendo simili, presentano percorsi e responsabilità diverse. Per la Nettuno Servizi, al giovin sindaco Chiavetta, la soluzione era offerta su un piatto d’argento derivando dalla semplice applicazione della legge quando un Comune, come quello di Nettuno, viene sciolto per criminalità organizzata. La Corte dei Conti Umbra, nel 2006, condannò un Consorzio che aveva costituito una società non rendendola poi operativa andando a realizzare una “società fittizia”, ovvero una “scatola vuota”, secondo il linguaggio in uso nell’imprenditoria privata. Rilevò che le carenze strutturali nell’organizzazione aziendale della società (tale società non aveva una sede propria) hanno comportato che essa, lungi dal porre in essere realmente una qualche attività di produzione diretta dei servizi che le venivano chiesti dal Consorzio, ha semplicemente “girato” le richieste stesse agli operatori esterni (nella stragrande maggioranza dei casi già fornitori diretti del Consorzio), ponendo in essere una attività che non può neanche definirsi di “produzione indiretta o di scambio”, propria delle imprese commerciali, ossia delle imprese che attendono ad una attività di “intermediazione”, ex art. 2195 cc ma che va definita di mera “interposizione fittizia” tra il Consorzio ed i suoi precedenti fornitori. Pertanto, il danno procurato alle casse del consorzio deve attribuirsi per la maggior parte al presidente e, in misura minore al vicepresidente, che hanno omesso ogni cura nell’assicurare il concreto soddisfacimento degli interessi pubblici perseguiti dal consorzio, agendo e persistendo nella piena consapevolezza di venir meno ai loro doveri istituzionali verso la pubblica amministrazione, nonché, in misura residuale, anche ai componenti del collegio dei revisori dei conti del consorzio, per aver omesso ogni controllo sull’andamento della partecipazione del consorzio nella società partecipata.

    L’esempio calza a pennello nei casi di Nettuno Servizi ed Aser perché con il DPR del 28/11/2005 il Comune di Nettuno veniva sciolto e circa tre pagine del decreto parlano delle scelleratezze compiute nella Nettuno Servizi definita “scatola vuota” con tutte le caratteristiche illustrate in precedenza e con l’aggravante di essere stata la copertura della Tributi Italia attraverso amministratori compiacenti. Quando un Comune è sciolto per criminalità organizzata la Commissione nominata ha un potere extra ordinem che nei fatti non ha esercitato, stessa cosa il giovin sindaco (Consiglio di Stato 7335/05). L’unica spiegazione logica è che nella realtà le due miste a prevalente capitale pubblico erano incontro di mediazione tra politica e privato sull’utilizzo delle tasse pagate dai cittadini. E’ la sola spiegazione logica del perché i due comuni tengano accuratamente fuori della tenzone le miste, preferendo appellarsi ai mancati versamenti del minimo garantito e non puntando a sanare anomalie funzionali scientificamente studiate a monte riappropriandosi di una vera gestione dei tributi. Questo sbaglio, voluto, di strategia giudiziaria replica errori del passato come raccontano le illuminanti sentenze del CdS per Aprilia (n. 2461/05) dove si dice all’amministrazione Meddi di aver sbagliato procedura dovendo seguire quella del Giudice Ordinario essendo in rapporto disciplinato dal diritto societario, poi quella su Pizzo Calabro ove, in un convegno ANUTEL nel 2003, dissi ad un collega assessore di Pizzo di non risolvere il rapporto unilateralmente e di ricorrere al diritto societario : non lo fece ed il Comune fu condannato a risarcire la società privata cacciata (CdS n. 687/04). Domanda : perché tutte le amministrazioni comunali degli ultimi dieci anni (Aprilia, Pomezia, Nettuno) preferiscono fare sceneggiate e non applicare leggi semplici riportando alla legalità società fantasma e poi cacciare il privato se ci sono gli estremi? Alla fin fine che i quattrini finivano nelle casse del privato e non certo in quelle comunali è cosa antica e risaputa e coinvolge le amministrazioni di tutti i colori politici di Aprilia, Pomezia e Nettuno degli ultimi dieci anni e, diciamola tutta, perché quei quattrini sono stati il volano finanziario del sodalizio “Saggese & Politica”. “

  4. valerio scrive:

    COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BRINDISI

    Brindisi, 08/01/2010

    Sciolto il contratto Comune-Gestor: ”grave inadempimento contrattuale’

    L’Amministrazione Comunale di Brindisi rende noto che il Collegio arbitrale (composto dal Presidente, avv. Italo Antonio Giordano e dagli arbitri, avv. Giovanni Notaristefano per la Gestor e avv. Francesco Silvestre per il Comune di Brindisi) ha pronunciato un “lodo” favorevole nei confronti del Comune di Brindisi in riferimento al contenzioso in atto con la Gestor.

    In particolare, il Collegio arbitrale ha dichiarato risolto per “grave inadempimento contrattuale” della Gestor SpA il rapporto concessorio instaurato con il Comune di Brindisi con le convenzioni del 2002 e del 2007.
    Ha condannato, inoltre, la Gestor a consegnare al Comune di Brindisi le banche dati ed ogni documentazione concernente il rapporto concessorio, a rendere il conto al Comune di Brindisi, a pagare al Comune di Brindisi la somma di 203.496 euro oltre interessi a far data dal 26 agosto 2008.

    I legali del Comune di Brindisi, avv. Francesco Trane e avv. Monica Canepa, hanno già avviato, ai sensi dell’articolo 825 del Codice di Procedura Civile, una azione finalizzata ad ottenere dal Tribunale la esecutività del “lodo”. Allo stesso tempo, è stata rivolta una richiesta ufficiale alla Gestor, sulla base di quanto disposto dal Collegio arbitrale, affinché vengano consegnate al Comune di Brindisi le banche dati.

    Come è noto, da tempo l’ente locale brindisino aveva ottenuto dal Tribunale le misure cautelari attraverso cui è stato possibile introitare le somme versate dai cittadini per il pagamento dei tributi e quindi non accumulare crediti nei confronti della Gestor.

    I cittadini, pertanto, potranno tranquillamente continuare a versare quanto dovuto attraverso i conti correnti postali della Gestor dato che le somme verranno consegnate da Poste Italiane direttamente al Comune di Brindisi.

    Nel frattempo, il Sindaco Domenico Mennitti ha convocato per il pomeriggio odierno la riunione della Giunta Comunale, mentre ha chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di convocare la conferenza dei capigruppo per informarli compiutamente sull’esito del lodo arbitrale.

  5. valerio scrive:

    Addio Tributi Italia -Gestor Spa, a Bologn arriva Abaco
    (12/1/2010 15:49) |

    (Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2010 -Dal 1 gennaio 2010 è cambiato il Concessionario per la gestione del servizio dell’imposta sulla pubblicità, delle pubbliche affissioni, del canone di occupazione del suolo pubblico e della tassa rifiuti giornaliera.

    Al nuovo Concessionario – Abaco S.P.A (in R.T.I. con le mandanti: Engineering Tributi S.p.A. e Dogre S.r.L.), con sede legale in via F.lli Cervi n. 6, Padova – il Comune ha affidato, a seguito di gara pubblica, il servizio di cui sopra.

    Chi è tenuto al pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (permanente, temporaneo o passi carrabili), della tassa giornaliera di smaltimento rifiuti, dell’imposta sulla pubblicità (permanente o temporanea), o chi voglia affiggere manifesti, dal 1 gennaio deve quindi rivolgersi ad Abaco S.p.A. che sostituisce Tributi Italia S.p.A. che ha gestito lo stesso servizio dal 2004 al 2009.

    Il nuovo concessionario Abaco S. p.A. ha ottenuto da Tributi Italia S.p.A. di occupare temporaneamente gli uffici di Via Saffi 18; dai primi giorni di febbraio la sede del concesssionario verrà trasferita in Piazza Liber Paradisus (presso il palazzo degli Uffici Comunali).

    Il termine di pagamento per l’anno 2010 è già stato prorogato dal 31 gennaio al 30 aprile 2010 per consentire la sostituzione del concessionario. In ogni caso chi non ricevesse i bollettini di pagamento per l’anno 2010 entro metà aprile, si dovrà attivare autonomamente per il versamento in quanto il termine del 30 aprile è perentorio ed indipendente dalla ricezione del bollettino.

    A tale riguardo, il Comune evidenzia che le tariffe 2010 sono uguali a quelle del 2009.

    Il Comune di Bologna segnala infine che in questi giorni i cittadini di Bologna stanno ricevendo la notifica di atti di accertamento notificati dal vecchio Concessionario, Tributi Italia S.p.a.

    Detti atti potranno essere pagati con il bollettino allegato sui conti correnti postali intestati a Gestor Spa in quanto per il meccanismo del cash pooling, tali somme vengono riversate quotidianamente nelle casse comunali. Per ottenere informazioni o verifiche dell’atto ricevuto ci si potrà rivolgere agli sportelli del nuovo concessionario Abaco Spa ed ai numeri di telefono indicati nell’atto stesso.

    In questi primi giorni di gestione, non avendo Abaco S.p.a. ancora avuto tutte le banche dati complete ed aggiornate, si prodigherà con tutto il proprio personale per fornire le necessarie informazioni e chiarimenti ai cittadini che ne facciano richiesta.

    Poiché il passaggio di consegne delle banche dati si deve completare entro il mese di gennaio, in caso di dubbi gli atti verranno sospesi fino a quando la posizione non sarà chiarita.

  6. valerio scrive:

    CASO TRIBUTI ITALIA

    si comunicana che il TAR
    all’udienza di questa mattina
    ha preannunciato l’emissione della sentenza di merito sul ricorso entro i
    prossimi 15 giorni.
    Nel frattempo è stato confermato il provvedimento cautelare.
    Quindi, fino alla sentenza, il provvedimento di cancellazione dall’Albo
    resta sospeso.

    E LA TRIBUTI ITALIA CONTINUA A “RISCUOTERE” …INCASSA MA NON RIVERSA AI COMUNI !!!

  7. michele scrive:

    MI CHIAMO MICHELE PANELLA…RESIDENTE A RODI GARGANICO (FOGGIA)…EX DIPENDENTE MONDELLI DELMONTE SRL….EX DIPENDENTE GESTOR SPA…..EX DIPENDENTE TRIBUTI ITALIA SPA….CIRCA 20 ANNI DI LAVORO UN SOLO DIPENDENTE…!!!! IL SINDACO E IL VICE SINDACO DEL COMUNE DI RODI GARGANICO (FOGGIA) NELLA NUOVA GARA DI APPALTO NON MI HANNO TUTELATO,NESSUNA CLAUSOLA DI TUTELA PER ME..!!!! HANNO PREFERITO SEGNALARE ALLA NUOVA DITTA AIPA spa UN MIO CONCITTADINO SENZA NESSUNA ESPERIENZA E CON 15 ANNI MENO DI ME..!!! IO BUTTATO PER STRADA A 48 ANNI E CON FAMIGLIA CON UN BAMBINO DI 10 ANNI..!!!…VERGOGNA E DISUMANITA’ PER IL SINDACO E IL VICE SINDACO DEL COMUNE DI RODI GARGANICO (FOGGIA)……E SONO PADRI DI FAMIGLIA…..!!!!!!

  8. valerio scrive:

    Tributi Italia. Cancellata dall’albo dei riscossori
    di Stefania Zanda

    E’ ufficiale il Tar ha accolto la richiesta di cancellazione dall’Albo dei riscossori di Tributi Italia, la società privata di riscossione delle tasse con debiti per quasi 90 milioni di euro nei confronti di 135 amministrazioni comunali che rischiano, per questo motivo, il dissesto finanziario.
    Nel precedente articolo, avevamo paventato la possibilità e le conseguenze di tale azione giudiziaria visto che la società svolge come unico servizio quello della riscossione delle entrate.
    Lo spettro del fallimento è alle porte ed i dipendenti della società lo sanno bene visto che già a luglio avevano mosso una protesta a causa del mancato pagamento degli stipendi.
    Eppure Patrizia Saggese, Presidente della società Tributi Italia, dichiara che i soldi non versati ai Comuni sono serviti per pagare gli stipendi e per ripianare i debiti della Gestor, poi confluita in Tribuiti Italia.
    La famiglia Saggese d’altra parte è da anni che pianifica fantomatici versamenti ai Comuni mai realizzati. Non ci stupisce quindi l’affermazione della Patrizia Saggese “. «…ci è arrivata la mazzata. Paradossalmente proprio mentre stavamo chiudendo con le banche per ottenere i finanziamenti necessari al piano di rientro. E altrettanto paradossalmente scontiamo il blocco della liquidità, che pure abbiamo in cassa: circa 7 milioni di euro».
    Ma quanti paradossi! A noi il più grande ci pare quello che difensore della Tributi Italia è Nicolò Ghedini, deputato nazionale del PDL e avvocato di Silvio Berlusconi.
    E, come diceva il buon Antonio Lubrano “la domanda sorge spontanea” : ma un parlamentare della Repubblica può difendere una società accusata di danno allo Stato?

    (28 gennaio 2010)
    LINKONTRO
    Sito a cura di Emiliano Nieri
    Autorizzazione del Tribunale Civile di Roma n 25/2009

  9. valerio scrive:

    Tributi Italia. L’editoriale di Raffaele Domenico Ricchiuti

    Data pubblicazione 08/02/2010

    Autore ufficio stampa

    Riscuoteva ma non riversava: e’ quanto ha fatto la TRIBUTI ITALIA S.p.A., causando danni per un ammontare di circa 90 milioni, spalmati su 135 Comuni dello Stivale ed è la ragione per cui la citata società è stata cancellata dall’Albo Ministeriale dei soggetti abilitati alla riscossione ed all’accertamento dei tributi locali presso il Dipartimento delle Finanze.
    La decisione, assunta dalla Commissione presso il Ministero delle Finanze, ha posto fine ad una vicenda che ha dell’incredibile, al punto da essere definita “il crack Parmalat in versione tributaria”.
    L’indovinato slogan, riportato in cronaca dal Corriere della Sera l’11.01.2010 (n.d.r) è stato coniato da Raffaele Ricchiuti, Sindaco del Comune di Ferrandina, uno tra i tanti, danneggiati dalla colossale truffa.
    Nel merito il Primo cittadino lucano ritiene doveroso con la presente nota denunciare la scellerata gestione amministrativa di chi ha consentito l’ingresso dell’allora SAN GIORGIO S.p.A. (divenuta successivamente TRIBUTI ITALIA S.p.A.) nel sistema di riscossione dei Comuni lucani, nel caso in specie di quello di Ferrandina, dove solo a pochi mesi dalla stipula del contratto di convenzione, si sono manifestate gravi inadempienze nello svolgimento del servizio.
    Ricchiuti sottolinea inoltre che, subito dopo avere personalmente visitato i bilanci societari (maggio 2008) si era accorto del forte indebitamento e della grave tensione finanziaria creatasi. Pertanto, considerata la gravità della stessa, ritenne opportuno investire della questione gli Organi competenti, provocando una reazione a catena di tutti gli altri Sindaci cointeressati, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
    Al contempo desidera ribadire (avendola precedentemente manifestata in più occasioni) la propria ed assoluta fiducia nell’operato della Magistratura, augurandosi che la stessa, così come è stata giustamente solerte nell’autorizzare, prima, la “sospensiva” del provvedimento ministeriale di cancellazione dall’albo e nel rigettare il ricorso, poi (in data 26 gennaio 2010), decidendone il merito e revocando la “sospensiva” stessa, lo sia altrettanto nel decidere sulle varie istanze di fallimento presentate a carico di TRIBUTI ITALIA (valutando anche le ipotesi del reato di bancarotta fraudolenta!), sulle responsabilità penali, amministrative e contabili del management aziendale e di tutti coloro che, a vario titolo, per il loro modus operandi si sono resi negli anni corresponsabili ed hanno operato “a copertura” di un tale raggiro.
    Nel rivorgersi al Governo chiede che questi emani un urgentissimo provvedimento legislativo che ristori i Comuni che sono stati danneggiati dal “maltolto” e che trovansi già in predissesto finanziario.
    Infine fa appello ai media, affinché attraverso una incisiva campagna di stampa e televisiva, sensibilizzino l’opinione pubblica e le Istituzioni a tutti i livelli.

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