I nuovi mostri: Daniele Capezzone

I nuovi mostri: Daniele Capezzone Ed eccoci qui a parlare del della politica italiana, dell’uomo con la riga a sinistra che non sorride mai, del re della dichiarazione quotidiana: .

Il futuro figlioccio rinnegato di Giacinto nasce a Roma l’8 settembre 1972 e già la data di nascita rammenta foschi ricordi e avrebbe dovuto insospettire il “digiunante” nazionale.

Dopo aver studiato e ottenuto la maturità classica in un istituto religioso (tipico di molti anticlericali), si iscrive presso la facoltà di Giurisprudenza della LUISS, riuscendo nell’impresa di passare tutti gli esami, con la media finale del 30, senza laurearsi mai in quanto non discute la tesi di laurea, distratto com’era dagli impegni politici (fonte Corriere della Sera).

Nel 1993 inizia il suo avvicinamento alla vita politica attiva con la richiesta della tessera al Partito Radicale; nel gennaio 1998 partecipa alla sua prima manifestazione nazionale indetta dal Partito e fa la conoscenza di Marco Pannella, l’avvenimento che gli, e ci, cambierà la vita, ahinoi!

Grazie alla spinta del “grande vecchio” scala tutte le posizioni del partito e, a soli 28 anni, ne diviene segretario nazionale, con prepotente irruzione in tutte le tv pubbliche e private, sempre alla ricerca di spazi mediatici e clamorose manifestazioni di protesta.

Da buon radicale decide di rendere tormentato il proprio rapporto con il cibo e con il Vaticano, lanciandosi in battaglie a favore dei temi assai cari ai fustigatori della politica italiana: aborto, fecondazione assistita, ricerca tramite staminali, indulto e amnistia.

La grande visibilità che raggiunge in poco tempo preoccupa non poco gli Eurialo e Niso del partito, ovvero Emma Bonino e Pannella il quale, come il buon Saturno che divorava i propri figli, decide di riprendersi la scena iniziando una battaglia interna contro il giovane, imberbe e glabro, Capezzone.

E così, nel 2006, dopo la nascita del mostro a due teste radical-socialista, chiamato “Rosa nel pugno”, Capezzone viene eletto alla Camera dei deputati e, contemporaneamente, inizia il suo distacco dal centro-sinistra, attraverso un aspro lavoro di critica verso il governo Prodi che lo porterà, in breve tempo, a fortissimi contrasti nei confronti di Emma Bonino che di quel governo faceva parte.

Nel novembre del 2006 decide di non ripresentarsi alla segreteria del partito, in seguito a risse pressoché quotidiane con Pannella, e appoggia la candidatura di Rita Bernardini che risulterà eletta.

Nel giugno 2007 rompe definitivamente con i e annuncia la propria uscita dal partito a favore della realizzazione di un progetto liberale intitolato “Decidere.net” il quale troverà naturale confluenza nel neonato Popolo della Libertà, il nuovo soggetto politico berlusconiano.

La piena maturazione politica di Capezzone avviene con la partecipazione assidua al programma di Piero Chiambretti, Markette, e trova definitiva consacrazione con un ruolo di spicco, conteso a Carlo Taormina, accanto al Biscardone nazionale e ai suoi “sgub”.

Nel dicembre 2007 assume la direzione editoriale e politica dell’agenzia di stampa “Il Velino”, nomen-omen che non ha bisogno di commenti e che sottolinea ancor di più la deriva politico-mediatica dell’anticlericale con la faccia da seminarista.

Non potendo resistere a cotanto fascino, Silvio Berlusconi lo invita a entrare in nel maggio 2008, nominandolo nuovo , carica che ricopre tuttora, come possiamo facilmente sperimentare seguendo uno dei tanti Tg nazionali.

Chiedersi come mai un radicale, anti-Vaticano, anti-tutto, sia diventato il campione olimpico del salto della quaglia verso la coalizione che più di tutte è lontana da ciò in cui Capezzone ha sempre creduto, è esercizio ostico e stucchevole.

Accontentiamoci di saperlo accanto a noi, in ogni momento della giornata, nella buona e nella cattiva sorte, mentre con lo sguardo fiero si bea di aver vinto un’altra, aspra, battaglia di morra cinese contro Cicchitto, Bocchino e Quagliarello per decidere chi dovrà proferire parola durante il notiziario seguente.

Serpico (collaboratore)

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2 Risposte

  1. Martin Sileno scrive:

    ho notato che Capezzone non parla più di temi etici, non mette più assolutamente bocca su quelli che un tempo erano suoi cavalli di battaglia. Penso che non abbia cambiato idea come Rutelli ma si sia coperto e allineato.
    C’è anche da dire che se Pannella tende a sbranare i suoi figliocci come un conte Ugolino qualsiasi il problema è forse di Pannella

    bel pezzo. Dopo Scalfarotto e Capezzone sarà dura trovare un altro “mostro” :-)

  2. Damiano scrive:

    Sarà dura trovare un altro mostro?
    Ma se siamo circondati da mostri!!!

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