No Berlusconi Day

No Berlusconi Day Che barba, che noia. Che noia che barba. L’ennesima contro Silvio Berlusconi, ma badate bene, non è contro la persona. Nooooo, ma quando mai! E’ contro il Berlusconismo imperante. E poi le mani avanti… perché quando non ci sarà B. (leggi bipuntato) ci sarà il berlusconismo da combattere. Capito?
Sabato 5 dicembre tutti (o quasi tutti) in a protestare contro il regime.
Quasi tutti perché non tutti ci saranno.
A parte che tutti è riferito a chi non vuole Berlusconi al governo e, a spanne, non sono la maggioranza degli italiani, ma poi anche nell’ ci sono dei distinguo da fare.
Ad esempio ci sarà (Francheschini chi?) ma non ci sarà, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, Pier Luigi segretario del . Ma ci saranno anche Marino, la Melandri e la Serracchiani. E potevano forse mancare gli artisti? Ma figuriamoci, hanno già dato la loro adesione Luttazzi, Vecchioni e udite, udite «Er Piotta», quello di Supercafone.
Ognuno ha diritto di manifestare per quello che vuole e ci mancherebbe pure, ma ci sono alcune considerazioni che rendono questo evento messo in piedi non tanto dall’opposizione quanto da un movimento di base nato in rete attorno a dei gruppi di con modalità di girotondiniana memoria, e al quale ha dato subito il suo appoggio Tonino , una pistola a salve.
Innanzitutto il 6 dicembre, a manifestazione archiviata, i sostenitori saranno raggianti per la partecipazione che sarà sicuramente grandiosa, l’opposizione avrà l’ennesimo mandato popolare a detronizzare il “monarca assoluto” secondo Finiana definizione e Berlusconi e il suo governo saranno ancora dove stanno, perlomeno fino al prossimo pentito che diventerà improvvisamente ciarliero.
Il rispetto per un popolo che dissente, che protesta e che desidera un governo diverso da quello presieduto dal Cavaliere merita il massimo rispetto, ne merita molto meno un’opposizione politica che cavalca questa onda, in realtà accodandosi più che salendo in sella, perché incapace di proporre un’alternativa credibile per via parlamentare.
Perché Berlusconi si manda via vincendo le elezioni.
Fanno inevitabilmente sorridere poi alcuni vezzi che sembrano dei veri e propri boomerang. Quello ad esempio da una parte di non scrivere il suo nome per esteso, sommo privilegio che in passato, ironia della sorte, era riservato a Dio e dall’altra quello di metterlo nell’intestazione della manifestazione, operazione che amplifica l’ego smisurato del premier. Infatti nell’intestazione No-Berlusconi Day il “No” davanti è importante ma irrilevante per la pubblicità al personaggio che vive del banale e scontato slogan “parlatene anche male ma l’importante è che se ne parli”.
Veltroni ha detto che ci sarà con lo spirito, non si capisce perché non di persona, forse ha l’influenza e segue le regole di Topo Gigio o ha assunto sembianze ectoplasmatiche? ci sarà anche con il corpo e magari sfoggerà una nuova t-shirt per l’occasione.
Staremo a vedere quali saranno i benefici che questa iniziativa porterà all’opposione e quali invece saranno gli ulteriori scontri che ne verranno fuori e che, nati dal proposito di avversare il Premier e il suo governo rischiano di sgretolarne il fronte comune. Se i “pro” riusciranno a prevalere sui “contro” lo si saprà solo alla lunga, se per scommettere dovessimo basarci sull’entusiasmo di Bersani avremmo già dei buoni elementi per indovinare il responso.

Per chi volesse approfondire l’argomento suggerisco la lettura di un articolo comparso sul Corriere della Sera di oggi e firmato da Beppe , non proprio un berlusconiano, uno che ogni tanto qualche pezzo lo azzecca, soprattutto quando non parla di Inter.

symbel (redattore)

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2 Risposte

  1. MisterSil scrive:

    Ricordate “Qualcuno da odiare” quel vecchio film su un campo di prigionia giapponese con George Segal. Ecco, appunto.

  2. Nicolò Zarotti scrive:

    Ecco il motivo per cui ho deciso di non partecipare alla
    manifestazione, fermo restando il rispetto che ho per il movimento che
    è nato:

    http://nicolozarotti.com/perche-non-partecipero-al-no-berlusconi-day/

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