Nichi Vendola sBoccia

Nichi Vendola sBoccia , l’uomo dalla lingua dolce, ultimo baluardo dell’estrema sinistra che racchiude in sé, insieme alla militanza nella compagine oramai ai confini del Parlamento, Sinistra e Libertà, un’anima cristiana e un orgoglio omosessuale mai nascosto, schianta nelle per la carica di governatore del nella il suo avversario “moderato” , proposto e sostenuto da D’Alema anche per fare l’occhiolino agli amichetti del brizzolato Pierferdinando.
Il fatto di per se spingerebbe a dire con serafica disposizione di cuore “e chi se ne fotte?”
In realtà questo è l’ennesimo scossone in casa per diversi motivi.
Per prima cosa segna una sonora sconfitta di Massimo D’Alema, prendano appunti coloro che continuano a dipingerlo come un abile stratega e un genio della politica, non è la prima volta infatti che il baffino dal sorriso sarcastico viene ricoperto di gragnuole di sterco.
La seconda considerazione è legata al fatto che l’, maestro nell’opportunismo e campione di para e faccia culismo non sosterrà mai l’omogoveratore Vendola e quindi anche le alleanze date per scontate svaniscono.
La terza è che Boccia perde per la seconda volta contro Vendola, facendo sgorgare nell’ambiente la più ovvia delle frasi, quella che tutti almeno una volta hanno pronunciato nella loro vita e che manda in escandescenze chiunque se la senta dire: “te l’avevo detto!”
La quarta è l’inevitabile conseguenza per il proseguo delle Regionali e la possibile, anche se in realtà un po’ improbabile a questo punto, cacciata dell’UDC dalla collaborazione con il PDL per l’elezione della Polverini alla Regione Lazio. Di sicuro se il PD esce decisamente con il volto tumefatto come se a D’Alema avessero lanciato un souvenir a forma di Tavoliere delle Puglie, proprio in forma non esce nemmeno l’UDC che sta facendo un po’ la figura del partito banderuola, un partito che più che moderato, da come si muove nelle stanze della politica regionale sembra avere la sede in via Gradoli a Roma.
Infine, per ultimo ma non meno importante c’è il discorso che i casi giudiziari che si sono abbattuti su Vendola e la sua giunta non sono ancora chiusi e questo risultato significherebbe che il PD corre alla guida della Puglia con un candidato non proprio a posto dal punto di vista del rapporto con la giustizia cosa che farà inorridire il Fatto Quotidiano, Di Pietro e la combriccola di Repubblica ma soprattutto, se le cose si metteranno ancora peggio, andrà contro lo statuto del PD che, non può essere applicato a Vendola perchè lui non è iscritto al partito ma di certo non ne facilita la coerenza e la comprensione dal basso.
Che dire nella sera della giornata in cui se la cantano e se la suonano anche per la TAV (vedi Bresso e Chiamparino), per il PD le cose non vanno proprio benissimo e si prefigura uno scenario interessante in due regioni importanti come il Lazio e la Puglia, se tutto va bene infatti non vincerà comunque un esponente diretto del PD.
Bersani chiede il confronto TV con Berlusconi ma se continua così dovrà prima chiedere il permesso ai suoi stessi compagni.

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. carlo scrive:

    Sembrerebbe che il PD insegua chiunque è meno aprezzato, e tenda a demolire chi ottiene consensi. Invidia, antipatie, gelosie, difficoltà a riconoscere o sostenere le qualità del collega. L’opposizione al PDL è ancora mooolto lontana, tipo che mancano ancora le basi :)
    Pur essendo un homo di destra ritengo Vendola una persona in gamba e con buoni propositi.

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