Immigrati pericolosi

Immigrati pericolosiPurtoppo Rosarno non è stato un caso isolato, e continuano gli e le devastazioni ad opera di . Le motivazioni stavolta sono diverse, ma è il campanello di allarme a preoccupare.

Tutto è iniziato sabato, a Milano, nella zona di Via Padova, dove gli apprezzamenti nei confronti della fidanzata italiana di un ragazzo , da parte di una latinoamericana ha innescato una rissa finita a , dove ad avere la peggio è stato il ragazzo morto poco dopo, e la morte del ragazzo ha causato una caccia al sudamericano con scontri, macchine rovesciate, vetrine (specie se con insegna sudamericana) infrante: un clima di devastazione, che ha portato a diversi arresti, anche di immigrati irregolari.

E il rischio , cioè che si creino dei  pericolosi quartieri , come quelli di Parigi, popolati quasi esclusivamente da immigrati, si fa sempre piu concreto, nostante il rafforzamento dei controlli di Polizia, possibile anche allo sblocco delle assunzioni tra le forze di polizia, reso possibile da un recente emendamento alla legge finanziaria.

Motivi simili di scontro , per fortuna senza morti, anche in un autogrill di Anangni, dove ieri  ad affrontarsi stavolta sono stati rumeni e albanesi, che hanno distrutto il locale, dopo essersele date di santa ragione, per i commenti sulla compagna di un rumeno, intenta a sorseggiare un caffè.

Se a questo si aggiunge il clima di insicurezza di molti quartieri perlopiù abitati da immigrati, la presenza di bande accomunate dalla loro nazionalità, non rende la vita sicura agli onesti cittadini.

Il problema immigrazione esiste, specie nelle grandi città, e va affrontato con determinazione, senza il solito pietosismo all’italiana, dove si dice poverino all’immigrato che magari ha sfondato una vetrina, stuprato una donna, o rapinato un negozio.

E se qualcuno ancora si meraviglia del successo della , che ha nella lotta all’immigrazione clandestina uno dei suoi capisaldi, forse dovrebbe guardare a questi accadimenti, che ormai si stanno verificando spesso, con più attenzione.

Brian Boitano (redattore)

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