Emma Bonino e il digiuno quaresimale

Emma Bonino e il digiuno quaresimale si sottopone allo in nome della legalità.
Scusate lo sfogo ma questa nenia dei ha veramente slabbrato la sacca scrotale.
Ma possibile che ad ogni soffiar di vento si debba ammorbare il clima politico con queste iniziative (apparentemente) estreme?
Certo con un maestro di tal fatta, il signor , che si beve litrate di piscio per portare avanti i suoi propositi non poteva venir fuori niente di meglio.
E poi quelle dei radicali sono sempre “battaglie”. Adesso è la
Più che battaglie a giudicare dai riscontri elettorali sembrano delle scaramucce tra bambini che si contendono la merendina all’ora di ricreazione.
Diciamocela tutta poi, anche per sfatare qualche mito e qualche frase ricorrente. Le grandi battaglie per divorzio e aborto si sono rivelate per i radicali un contentino molto al di sotto dei loro propositi.
Un divorzio sottoposto ad un iter giudiziario così lungo che nel frattempo i protagonisti delle cause divorziano altre tre o quattro volte e un aborto sottoposto alla legge 194 che i radicali non volevano così. Queste sono le vittorie?
Un tempo si diceva pure che i radicali producevano dei buoni politici, preparati e all’altezza, e chi sarebbero? Pannella c’è da mezzo secolo a far ridere nelle tribune politiche e la incartapecorita Bonino è poco più che una buona rappresentante dell’Onu, il resto è il vuoto.
O vogliamo parlare di Daniele Capezzone? O di Francesco Rutelli?
La Bonino allo stato attuale sembrerebbe in testa per i sondaggi alla guida della Regione Lazio rispetto alla Polverini. Quando si posizionerà sullo scranno più alto del Lazio, quella da dove Marrazzo spesso e volentieri scendeva impugnando le bacchette degli sci, e avrà delle difficoltà con la sua giunta, che farà? Staccherà una spina? Farà lo sciopero della fame? Bestemmierà a cielo aperto?
Difficile usare parole più efficaci di Giuliano Ferrara segnalate anche su Moschebianche qualche settimana fa, ma resta il nocciolo della questione attuale: che cavolo significa sciopero della fame per la legalità? E quando dovrebbe finire? Quando i politici smetteranno di truccare le gare d’appalto o gli imprenditori smetteranno di vedere opportunità di guadagno sulle disgrazie degli altri? Se fosse così non mi vorrei (in ogni caso) al posto dello stomaco della Bonino (peraltro abbondantemente ricoperto di folta peluria).
Credere nella democrazia in Italia ha il suo prezzo, compreso quello di sorbirsi i peana dei radicali con l’ennesimo cartello appeso al collo e il bicchiere ambrato colmo sino all’orlo shackerato dall’urologo.
Gli italiani simpatizzano, tifano, fanno mezzi sorrisi all’istrionico Pannella e all’agguerrita Emma ma poi, quando si tratta di votare sul serio la compagine antiproibizionista, di solito mettono la crocetta altrove e lo fanno a dispetto di chi si riempie la bocca dei suoi digiuni.
Se i laziali sfateranno questo andazzo sarà interessante vedere la sora Emma all’opera ma per favore, senza cartelli al collo o aspira-trita-feti in mano.

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. Damiano scrive:

    D’accordissimo con te, sti radicali hanno davvero rotto le scatole con questa politica del ricatto.
    Ma lasciateli morire di stenti, chi se ne frega….

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