Par condicio mi ci ficco

Par condicio mi ci ficco Il palinsesto della tarda sera da ieri è come una bocca sdentata. Fare zapping tra i canali alla ricerca di una trasmissione di approfondimento giornalistico è come attraversare un fiume in piena saltando da un sasso all’altro.
Le nuove disposizioni in tema di hanno di fatto cancellato , e per citare le più famose di casa Rai e i diretti concorrenti in casa Mediaset.
Anche La7 si adegua non mandando in onda la puntata che il vischioso Lerner aveva imbastito sullo scandalo delle aziende telefoniche e Sky, ultimo baluardo dell’informazione indipendente (un po’ di satira ci vuole) abbozza e tenta di galleggiare.
I conduttori delle arene politiche istituzionali hanno protestato vivacemente insieme all’Opposizione e all’Italia dei Valori, ma questo era scontato, meno scontato è stato vedere un coretto formato da Floris, Santoro e Vespa.
I tre conduttori non si vedono di buon occhio, questo si sa, ma in questo caso non possono che protestare nella stessa direzione.
Venendo al merito del provvedimento sembrerebbe una forzatura voluta dal governo. Un provvedimento che da una parte appare legalmente corretto, ma solo dal punto di vista teorico, dall’altra sembra incomprensibile e potrebbe rivelarsi un boomerang.
La Par Condicio è già di suo, a mio parere, una disposizione assurda, con questa aggiunta che ripristinerebbe il ruolo delle pallosissime tribune politiche, diventa ancora più ridicola.
Che sia proprio questo l’intento? Forzare in una direzione per irritare a tal punto da abolirla del tutto?
Una cosa che si dice poco però è che in realtà le trasmissioni citate e tutte quelle che fanno approfondimento politico possono andare in onda, a patto di non ospitare politici al loro interno e non toccare temi relativi alle elezioni. AnnoZero ha dato prova con la puntata controversa sull’esclusione di Morgan da Sanremo di riuscire a fare ascolti e polemica anche senza parlare in modo diretto di politica, l’Infedele spesso e volentieri dedica intere puntate ad altri argomenti anche fuori dal periodo elettorale e Porta a Porta spesso ci delizia (si fa per dire) con puntate su chirurgia estetica, orgoglio nazionale e marchettoni vari senza parlare di politica e così anche . La vedo un po’ più dura per Ballarò ma qualcosa ci si potrà inventare sempre che non se ne possa fare a meno per un mesetto di campagna elettorale.
Intanto ieri al posto di Porta a Porta, previsto nelle guide tv e in quella elettronica che compare sui canali Sky è stato trasmesso un film replicato duemilioni di volte e negli altri canali altrettanto. Anche in radio la situazione è identica, solo in rete ci si può sbizzarrire.
Non so se anche noi di Moschebianche dobbiamo attenerci alla par condicio e non parlare di “colonna destra” del sito o farne anche una “sinistra” altrettanto larga e ricca di immagini, in attesa che qualche comitato di vigilanza ce lo faccia sapere continueremo a pubblicare i nostri contenuti con l’obiettività e lo spirito bipartisan che ci contraddistingue, giusto?

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. MisterSil scrive:

    Premesso che, per dirla alla Fantozzi, la par condicio è una cagata pazzesca, lo stop ai talk show mi rallegra non per le conseguenze che avrà, cioè nessuna, ma per il piacere di vedere tutti i conduttori-tromboni televisivi fermi al palo. Un bagno di modestia, che purtroppo non servirà a niente, ma che almeno mi mette di buon umore

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