Ufo nazisti

Ufo nazisti Quando si parla di nell’immaginario collettivo normalmente si fa riferimento ai di provenienza aliena. In realtà l’acronimo significa, come tutti sanno, “oggetto volante non identificato” e quindi più in generale può essere applicato a qualsiasi tipo di velivolo non classificabile nella produzione aeronautica ufficiale e soprattutto a tutti quegli incontri aerei avvenuti con velivoli per i quali non si è potuto accertare da dove provenivano e chi era alla guida.
Prendendo quindi il termine UFO nella sua accezione più ampia si può parlare a ragion veduta del fenomeno degli UFO Nazisti.

Quando si parla di ufo nazisti ci si riferisce a dei velivoli (per alcuni mai esistiti) fatti costruire dal per dare il colpo di grazia ai nemici durante la seconda guerra mondiale capaci persino di raggiungere lo spazio.
Dei veri e propri dischi volanti dotati di tecnologie avanzatissime per il loro tempo che sarebbero poi tornati utili anche successivamente per innalzare la gloria del Terzo Reich.

Pur ammettendo che è difficile trovare prove concrete della loro esistenza passata e considerando che la storia del Terzo Reich ha spesso incrociato fantasie di natura esoterica bisogna ammettere che l’ipotesi che la mente malata di abbia potuto partorire un progetto del genere e, in gran segreto, averlo anche realizzato, non sembra del tutto peregrina.

Alcuni elementi indiziari a favore di questa tesi sono costituiti dal fatto che la Germania Nazista effettivamente dal punto di vista dello studio degli era un passo avanti rispetto agli altri paesi europei e non è affatto un mistero che i nazisti avessero già portato avanti esperimenti e lanci di missili a reazione.
Ad ulteriore carico su questi indizi ci sono le cronache di guerra che riportano l’avvistamento da parte delle flotte aeree inglesi e americane di oggetti non identificati ostili nei cieli della Germania.

Le prime affermazioni sulla loro esistenza comparvero negli anni 50 in Italia in seguito ad una serie di articoli pubblicati ma smentiti dall’aeronautica militare con una premura che destò più di qualche sospetto.
Si parlava di veicoli circolari, capaci di elevarsi in verticale sul terreno e di cambiare rapidamente direzione quasi aleggiando in precario equilibrio sulla forza di gravità.
Una descrizione che in tutto e per tutto richiama a quelli che noi comunemente chiamiamo dischi volanti.
C’è poi la testimonianza dello scienziato tedesco Rudolph Schriever che sostenne di aver sviluppato dischi volanti durante il periodo nazista.
In più le cronache riportano altre interssanti dichiarazioni come quella del capitano Edward J. Ruppelt dell’aeronautica statunitense: “Alla fine della seconda guerra mondiale, i tedeschi stavano sviluppando molti tipi innovativi di aerei e missili balistici. La maggior parte dei progetti si trovavano per lo più allo stadio preliminare, ma si trattava degli unici velivoli conosciuti che avrebbero potuto anche solo avvicinarsi alle prestazioni degli oggetti di cui riferiscono gli osservatori degli UFO”

Tante sono poi sono le produzioni letterarie sull’argomento che hanno sempre un po’ giocato tra mito e realtà, alcuni però sono molto ben documentati e lasciano più di qualche dubbio circa il fatto che siano solo storielline per fanatici dei misteri del .

Se allarghiamo il campo e ci mettiamo dentro anche alcune tesi fantasiose (?) secondo le quali la germania di Hitler o addirittura lui in prima persona fosse riuscito ad entrare in contatto con entità aliene dalle quali prendeva dei suggerimenti o che lui stesso fosse un alieno e quindi in grado di fornire le conoscenze tecnologiche per la realizzazione di tali mezzi, il cerchio si chiude.

All’immagine dell’extraterrestre macrocefalo, grigio o verdino dagli occhi grandi neri e senza pupille o tutti pupilla, dalle braccia e corpo rachitico e dita lunghe e affusolate forse dobbiamo aggiungere anche un bel paio di baffetti neri rettangolari.

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Sandro Già Gobbo (collaboratore)

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