Fare zapping nel torbido

Fare zapping nel torbidoDisteso sul proprio giaciglio con il capo poggiato su un morbido cuscino e le spalle leggermente curve a favore del mini televisore da camera da letto e torturando con i polpastrelli i tasti innocenti del telecomando può capitare di vedere di tutto, soprattutto a certe ore della notte.
Prima che il vostro viso venga decorato da un sorriso sarcastico e allusivo circa il riferimento al maialeggio che pullula nelle reti commerciali locali dove ragazzette seminude con la cellulite ballonzolante si contendono fino all’ultimo pixel dello schermo con scritte dal suono onomatopeico che richiama ad orgasmi simulati e numeri di telefono dallo scatto precoce, preciso che non mi riferisco a questo.
Non mi riferisco nemmeno alle pseudo trasmissioni sportive che ricalcano i format delle tv più conosciute con quattro o cinque ospiti improbabili coordinati da un conduttore anch’esso improbabile in uno studio dalla scenografia, indovinate un po’? Improbabile!
Le trasmissioni sportive nelle sono sempre esistite e basterebbe farsi un giretto nell’etere romano per rendersi conto che sono un numero spropositato. Quello che invece sembra un fenomeno in aumento sono i talk show di approfondimento politico in stile Matrix e Porta a Porta.
Che una tv locale, per dirne una a caso, della basilicata confezioni un dibattito politico con rappresentanti delle istituzioni locali su problemi locali ci sta, ma che una rete locale regionale con ospiti illustri sconosciuti, moderati da conduttori sconosciuti con un culto della personalità appena inferiore a quello di Napoleone, discutano allegramente dei massimi sistemi ha un qualcosa di ridicolo.
Da cosa nasce questa presunzione di universalità?
Credo che la causa di questa piccola supponenza mediatica sia dovuta al fatto che si vada in onda sul satellite e quindi potenzialmente si possa raggiungere ogni angolo d’Europa e anche del Mondo.
Tutto però si gioca sul “potenzialmente” che in realtà costituisce una probabilità poco sopra lo zero.
Se non avessi avuto il decoder digitale non avrei mai saputo dell’esistenza di una trasmissione di approfondimento giornalistico regionale dal nome originalissimo “focus” quindi questo andrebbe a favore delle potenzialità, in teoria.
Nella trasmissione in questione il tema erano le polveri sottili e l’utilità o meno dei termoinceneritori. A dibattere di questo tema un tizio che con la piccola aggiunta di una tonaca cangiante sarebbe potuto essere il Mago di Poggibonsi, un professore teorico di fantasistemi e energie alternative che faceva esempi del tipo: “la giacca che indosso non fa del male a nessuno di per sé, ma se io le metto fuoco i gas che sprigionano da essa sono inquinanti e lo stesso vale per i rifiuti….” geniale!
Questo è solo un esempio e il fatto che io e credo poche decine di altre persone siano dei maniaci di talk show e discreti appassionati di trash da tv locale non giustifica l’utilizzo indiscriminato della tv satellitare ricettacolo di porcherie televisive di ogni tipo. I canali dall’800 in poi del bouquet e quelli con numerazione anche a quattro cifre sono un piccolo regno dove vige l’anarchia assoluta, anche al di fuori di ogni legge di marketing, dove parole come “audience” o percentuale di “share” non sono contemplate, dove non è improbabile che se ci fosse un contatore di spettatori in tempo reale, come nel nostro e in altri siti, la cifra si avvicinerebbe allo zero.
Perchè esistono allora? Chi ci (ri)mette i soldi? Non lo so ma nel frattempo cambio ancora canale e mi guardo una bella di auto usate dove la hostess che lucida i cofani con il suo fondoschiena ammicca alla telecamere parlando di specchietti retrovisori.

symbel (redattore)

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