Ma che bella campagna di disinformazione

Ma che bella campagna di disinformazione In un dell’, a maggiore diffusione della Sardegna, Domenica 16 Maggio, si parla di questi nuovi ecomostri che sono le pale eoliche.
Mostri alti 150 metri che deturpano il paesaggio, danno lavoro a pochissime persone, e creano un problema anche dal punto di vista turistico.
Si parla cosi’ in negativo delle pale eoliche, che alla fine dell’editoriale viene brutta voglia anche solo a vedere un ventilatore.
Quale sia la posizione di questo giornale ormai è noto, potete stare tranquilli che non si parlerà cosi’ quando saremo “costretti” a discutere sul nucleare. Ma a parte questo, sarebbe opportuno fare delle riflessioni su alcune delle motivazioni che dipingono cosi’ male le pale eoliche.
Intanto se ne parla sopratutto male dal punto di vista estetico.
Ma se si ha la pazienza di andare alla pagina due del giornale, si puo’ evincere come la mappa delle zone identificate ad ospitare le pale eoliche sia chiarificatrice.
Alcuni accentramenti di pale saranno costruiti in alcune zone industriali, come Machiareddu (li ce ne sono già), Portovesme , Porto Torres.
Ecco se andate a visitare queste zone, mi piacerebbe sapere cosa hanno di meglio i fumaioli delle industrie chimiche e metalmeccaniche, rispetto alle pale. Sono forse questi molto più belli? Ma nello scenario di una zona industriale, in semi abbandono per giunta, quale è davvero l’impatto ambientale delle pale eoliche? Poi si parla di immagine negativa dal punto di vista turistico. Ma se si guarda la mappa, molte delle zone scelte per l’ non hanno mai visto un turista neanche dipinto. Questo lo dico con molto rispetto, non dico che siano meno importanti, ma certo non sono mete turistiche. In molti casi le pale eoliche si vedrebbero a distanza, e per chi come me passa davanti a Machiareddu tutti i giorni, puo’ davvero dire che siano cosi’ brutte da vedere? A me non mi pare. Sono d’accordo che non vadano messe in mezzo al mare questo si.
A quanto pare poi alla fine della fiera si avrebbe un guadagno in termini di MW superiore a 400 (se non ricordo male), mica male per un isola che ha nel vento una delle più grandi risorse. Poi poco si puo’ effettivamente discutere su quanti posti di lavoro si andrebbero a creare, ma pensare che l’eolico possa risolvere il problema del lavoro in Sardegna mi sembra un po’ debole come motivazione. Certo quando si va contro l’eolico a spada tratta, si dovrebbe anche proporre un alternativa, che non sia il solito nucleare. Non dimentichiamo che in ogni caso se si rompe una pala eolica, al massimo metteranno un trafiletto in 20a pagina, ma se succede un incidente in una di queste sicurissime centrali nucleari di nuove generazione non avranno neanche il tempo di scrivere qualcosa … per generazioni forse.
Comunque la si voglia dipingere l’eolico è una energia pulita, che non produce scorie radioattive , e che sfrutta una risorsa naturale e infinita come il vento, è davvero cosi’ sbagliato?

Giodex (collaboratore)

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