Bossi sboccia e non nel senso delle rose

Bossi sboccia e non nel senso delle rose Come ho scritto altre volte una cosa che mi ha sempre incuriosito dei quotidiani nostrani sono i politici.
I retroscena sono una sorta di backstage dei palazzi della politica dove si dice si consumi la vera strategia e si presume che tutti i partecipanti abbiano l’interesse che le loro trame non vengano svelate invece i giornali ne sono pieni zeppi.
Ci può stare un po’ di fantasia e una lieve forma di complottismo, il problema è quando i retroscena sono costruiti in modo da far sembrare certe le parole pronunciate virgolettandole e diversi esponenti politici basino le loro successive dichiarazioni, non su quello che hanno sentito, ma su quello che hanno letto.
In molti nel novero dei notisti e giornalisti politici italiani pagherebbero oro per sapere che cosa si dicono e quando si riuniscono o che avrebbero voluto vedere la reazione del Cavaliere al discorso di Fino o davanti all’intervista di Mentana al TG di La7.
Barbareschi ad esempio sostiene che ad Arcore sia successo di tutto, che addirittura Berlusconi in persona preso da un attacco d’ira abbia rovesciato il televisore alla vista di che sarcastico sanciva il suo ennesimo dissenso. E’ una cosa credibile? E Barbareschi come l’ha saputa? Mah.
L’ultima indiscrezione alla quale ci si può arrivare anche attraverso ragionamenti un po’ smaliziati, riguarda gli scenari che si sono aperti sulla crisi della maggioranza innescata dai finiani.
Si dice (l’incertezza è d’obbligo per i motivi appena citati) che Berlusconi non voglia passare per quello che causa le anticipate e così si spiegherebbe il suo silenzio. Ma si dice anche che non voglia passare per assassino della legislatura nemmeno Fini perché farebbe il gioco del Cavaliere. Dell’opposizione nemmeno se ne parla e i centristi stanno a guardare. Ecco dunque la situazione di stallo attuale.
Arriva a sparigliare il solito Bossi che, sempre secondo indiscrezioni, d’accordo con Berlusconi sarà lui a far cadere il governo causando di fatto la fine di questa legislatura ma non garantendo che non incarichi un altro autorevole esponente (Tremonti ad esempio) alla guida di un governo di transizione. Cosa che a Bossi non dispiacerebbe, ai centristi nemmeno, un po’ di più ai finiani che non nutrono molte simpatie per il ministro dell’economia e moltissimo irriterebbe Berlusconi per ovvi motivi.
Accantonate le dimissioni di Fini che non sembrano credibili e a quanto pare nemmeno fattibili la soluzione migliore sarebbe tirare avanti con il rischio però di trasformare il proseguo della legislatura in una campagna elettorale permanente che logora i politici coinvolti ma soprattutto il Paese in un periodo di crisi che di tutto a bisogno tranne che di ulteriori problemi e instabilità.
Tutti questi discorsi naturalmente lasciano il tempo che trovano, magari apparentemente non interessano la maggior parte degli italiani, ma di fatto è anche dalle conseguenze di queste situazioni che si costruisce il futuro della nazione, gli esiti di una caduta del governo potrebbero essere anche disastrosi oppure aprire una terza repubblica disseminata di cadaveri, come se il puzzo della decomposizione non fosse già abbastanza.

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. Damiano scrive:

    Stai leggendo un po’ troppo gli articoli di Francesco Verderami….ti fa male! :)

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