Chi ha paura delle canzoni?

Chi ha paura delle canzoni? La trovata è geniale, in linea con le più recenti strategie del marketing televisivo. con quella faccia da eterno ragazzo con le mani enormi terminali di lunghe braccia a penzoloni, con un corpo snello e sorretto da due piedoni che sembrano pedalò ormeggiati sulla battigia di uno stabilimento sulla costa adriatica, dichiara in tv che nel suo nuovo Sanremo, da lui condotto e sotto la direzione artistica di , già direttore artistico delle edizioni presentate da Bonolis e dalla Clerici, i cantanti non si esibiranno solo con un brano inedito ma bensì con due.
Già questa prima frase potrebbe far sobbalzare sulla poltrona in ecopelle davanti all tv. Doppio supplizio! Come dire che invece di venti frustate per aver contraddetto il capo Ahmadinejad ne avesse comminato quaranta!
Poi c’è stata la spiegazione: il primo brano sarà il classico inedito, prassi ormai consolidata da tanti anni, mentre il secondo sarà una cover di una canzone già conosciuta che verrà cantato nell’ambito di una serata dedicata ai festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.
Altro sobbalzo! Canzoni che richiamino all’Unità d’Italia? “L’Italiano” di Toto Cutugno? “Italia” del compianto Mino Reitano? O qualsiasi altra canzone che abbia il nome della nostra nazione nel testo?
E a questo punto viene sferrato il colpo di genio: ! Si, avete capito bene, la canzone dei quella che i più giovani sono convinti sia un inedito di Santoro. !
Ma cosa c’entra Bella Ciao con l’Unità d’Italia quando quel momento storico forse è stato quello nel quale l’Italia era meno unita?
Ovviamente in tempo di bipolarismo spinto (e finto) è scoppiato il finimondo. E allora? Altro colpo di genio. Il direttore Mazzi (da non confondere con Mazza che è il direttore di Uno) se ne esce fuori con la dichiarazione: verrà cantata anche “”. E li scoppia il finimondo.
Nessuno è così stupido da non sapere che sono mosse ad effetto per creare un po’ di clamore intorno al che si terrà fra più di tre mesi ma una riflessione si può fare. Non tanto per il fatto che come i bambini che confrontandosi rilanciano a chi ha il gioco più bello o i padri a chi ha l’auto più veloce o le mamme a chi ha il figlio più bravo a scuola anche i politici reclamano la propria identità e quindi a Bella Ciao bisogna contrapporre subito Giovinezza, ma il fatto che si voglia in qualche modo cancellare la storia.
Mi riferisco alle esagerate critiche alla proposta, assurda per altri motivi, di interpretare una canzone simbolo del , ma risalente a molti anni prima, come Giovinezza perché evocativa per molti di un periodo buio della nostra storia.
La direzione della Rai, come se non avesse altro a cui pensare, si è subito occupata della vicenda e tagliando corto ha detto che non si canterà nè l’una e né l’altra. Staremo a vedere come andrà a finire (estiquaatsi)
Il tutto però mi ricorda un po’ Zapatero che come uno dei primi provvedimenti dopo il suo insediamento si preoccupò di far sparire i simboli del franchismo dalle città del Paese oppure di chi in Germania si indigna ogni volta che viene solo sfiorata la figura di Hitler, magari in un film, o ad ogni immagine di una svastica che compare fosse anche in una pubblicità.
La storia, quello che è accaduto nel passato, non si può cancellare, per fortuna, anche se evoca brutti ricordi e momenti che si vorrebbe non si ripetessero mai più. Cavillare sull’opportunità o meno di risentire un brano che rievoca un determinato periodo storico non solo è ridicolo e patetico ma anche profondamente significativo di quanto sia arretrato un Paese che non riesce a fare i conti con il passato, vive male il presente e non vede il futuro.
La curiosità grossa sarebbe stata scoprire chi si sarebbe accollato l’onere di cantare “Giovinezza” e con quale piglio visto che per cantare “Bella Ciao” di volontari, nel mondo della musica e non solo, se ne trovano a bizzeffe.

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. XxX scrive:

    Certo però che fare tutto sto casino per due canzoni la dice lunga sulla serenità della politica del centrodestra…

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