Il Paese è turbato?

Il Paese è turbato?” questo in sintesi il pronunciamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riportato da tutti i giornali a nove colonne questa mattina. “Serve chiarezza” è l’altra parola d’ordine e come dargli torto. Le prove a carico del presidente del Consiglio sono tutt’altro che cristalline e inequivocabili perlomeno secondo quello che si legge dalle intercettazioni sui giornali e sembra difficile individuare la “pistola fumante” decisiva a fare luce dal punto di vista giudiziario sulla vicenda.
Il è tirato per la giacchetta da molte direzioni. C’è la maggioranza che lamenta un’ingerenza insopportabile da parte della magistratura, si è anche detto (poi smentito dal ) che Berlusconi in persona è andato a lamentarsi da Napolitano per quella che interpreta come una “persecuzione” da parte della . Dall’altra parte nemmeno tanto velatamente la sinistra più a sinistra e l’IDV auspicano che il presidente d’imperio sciolga le Camere e individui un nuovo nome, magari anche pescato nell’attuale maggioranza (leggi Tremonti) che traghetti il governo fino a fine legislatura senza passare per le elezioni.
E poi c’è la magistratura che si sente attaccata e la polizia che si sente umiliata da alcuni particolari comparsi nelle intercettazioni (lap dance in divisa) e così via.
Torniamo all’affermazione di Napolitano riportata qui sopra volgendola in forma interrogativa: gli italiani sono turbati da questa vicenda?
Ciascuno di noi può fare un piccolo sondaggio tra i suoi conoscenti, al bar, in ufficio, a scuola, in bottega, magari privilegiando coloro (e sono la maggior parte) che non partecipano attivamente e in modo approfondito all’agone politico.
Di turbamento se ne vede ben poco. La posizione prevalente non è quella dell’indignazione e nemmeno quella, come vorrebbero farci credere alcuni cui piace dipingere gli italiani e soprattutto gli elettori di centrodestra come dei beceri analfabeti, di stima nei confronti del presidente mandrillone.
La posizione che più capita di sentire è quella del disinteresse con un pizzico di rassegnazione non indignata, per intenderci una sorta di “che a Berlusconi gli piacciono le donne si sapeva” oppure “che le persone ricche fanno festini con donnine è risaputo”.
Naturalmente il risultato del sondaggio non è esaustivo ma credo dipinga fedelmente la posizione dominante su questa vicenda della maggior parte degli italiani che poi sono anche quelli che si recano alle urne a votare.
Messo da parte l’aspetto giudiziario per il quale va fatta chiarezza e per il quale va chiarito se il presidente del consiglio è solito non solo frequentare ma pagare prostitute minorenni e ingerire pesantemente quando queste si trovano nei guai perché vengano rilasciate (in sintesi l’accusa è questa) sembra che dal punto di vista etico, delle abitudini sessuali del presidente del Consiglio interessi poco e si sia pacificamente accettato, magari con un pizzico di rassegnazione quando non di invidia, che il seminterrato di Arcore di tanto in tanto diventi un topless bar.
Gli italiani forse sono meno bacchettoni di quello che si pensa ed è sbagliato pensare che siano insensibili all’aspetto giudiziario, semplicemente non ci credono più e forse sono anche un po’ stanchi dell’ennesimo nomediragazzadifacilicostumi-gate nelle prime pagine dei giornali.
Questo non significa che Berlusconi abbia la stima incondizionata degli italiani che, lo sappiamo bene, fanno in fretta a dimenticarsi delle persone che si presumeva amassero e che, se ci fosse un’alternativa credibile, farebbero in fretta anche a dimenticarsi del Sultano di Arcore.
Il Paese non è turbato caro presidente, il Paese pensa sempre di più a sbrigarsela da sé e a lasciare i polli a scannarsi tra loro.

symbel (redattore)

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2 Risposte

  1. Gargolla scrive:

    la sinistra sogna un Berlusconi in versione Francesco Nuti in collegamento da Porta a Porta, paralizzato e piangente, e con un Gianni Letta che gli asciuga la bava con un fazzoletto

  2. Occido scrive:

    oddio. ricordo ancora come fu accolto qui lo scandalo marrazzo….
    la reazione fu l’esatto contrario

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