Yara non si trova nemmeno con i maghi

Yara non si trova nemmeno con i maghiNon si può pretendere che gli investigatori italiani siano al livello di quelli americani, ammesso che quelli di Miami, Los Angeles e New York siano così bravi come è descritto nelle serie televisive a loro dedicate, che cioè riescano a vedere un pelo di sopracciglio caduto sul bordo della ciambella del cesso e da li ricostruiscano la storia digestiva dell’assassino.
Certo, questo non si può pretendere. Forse però si può chiedere che alcuni casi che ormai impazzano sulle pagine di cronaca nera dei quotidiani nostrani siano risolti o almeno chiariti con maggiore celerità.
Un primo segnale d’allarme forse si poteva avere dalla differente qualità delle serie televisive che, trasposte sulla storia reale effettivamente mantengono la stessa differenza qualitativa dei corpi scelti.
L’ultima notizia appresa dalla stampa è che gli investigatori che stanno cercando di venire a capo della di , la giovane promessa della ginnastica dalla cittadina di il 26 novembre scorso, si sono affidati a una veggente.
Se un corpo di polizia specializzato nel ritrovamento di persone scomparse, impegnato nella ricerca di una ragazza di 13 anni, o più tristemente e realisticamente del suo corpo, si affida alla magia per agevolare le ricerche significa proprio che si è alla frutta.
La ha indicato una zona del Friuli che è stata messa a soqquadro senza alcun risultato.
La letteratura poliziesca è piena di casi di indagini condotte con l’aiuto dei superpoteri di persone “speciali” e si può supporre che la persona incaricata di mettersi in contatto con l’adilà per trovare Yara sia affidabile e magari già coinvolta in passato per cose simili, magari con successo e se fosse così mi aspetterei che i successori del Mistero di Enrico Ruggeri, lo smilzo Raz Barale Degan, l’evanescente Daniele Bossari, il funambolico Marco Berry, il brillo Andrea G. Pinketts e la zoccola Melissa P. (il fantastico nuovo cast della trasmissione) si mettessero subito nelle tracce della o, per chi è di bocca un po’ più buona, un Giacobbo in gilet multitasche da pescatore appena rientrato da uno struscio dentro i corridoi della piramide di Cheope, intervistasse la signora.
Vogliamo sapere, ne abbiamo diritto. Non è che siccome non c’è una becchina che sciorina ritrovamenti di cadavere ai parenti come stesse dando i numeri del lotto o un fratello di vittima che vuol fare il tronista o un Aziz che si fa fotografare da Corona, noi non dobbiamo sapere nulla.
Vogliamo sapere come procedono le indagini, come è possibile che una ragazza di 13 anni possa scomparire senza spiegazioni e senza che nessuno ne sappia nulla, urge trovare qualcuno a cui dare 30 anni di galera senza avere la prova provata che sia stato lui, urge un genitore che pianga in collegamento a qualche trasmissione di seconda serata, per ora abbiamo solo un vicino di casa che è l’unico che ha dato informazioni utili e in un primo momento è stato pure accusato di essere un mitomane.
Non ci siamo proprio, ci troviamo di fronte all’ennesimo caso italiano che con molta probabilità rimarrà irrisolto e che va ad aggiungersi a una marea di altri nei quali non si è riusciti a ricostruire esattamente la dinamica del delitto.
Sarà il caso di contattare anche ?

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Sergio Puntiglio (collaboratore)

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