La grande settimana di Massimo Cellino

La grande settimana di Massimo CellinoSono giorni importanti questi per il guidato da .
Partiamo dalle vicende sportive. Dopo un inizio da libro Cuore rivelatosi presto un fallimento sotto la guida di Pierpaolo Bisoli, il presidentissimo rossoblù ha capito che qualcosa andava fatto per non profondare nella spirale della depressione nonostante un organico all’altezza della serie A. Dato il benservito ma con l’onore delle armi al passato nostalgico, ecco richiamato dalla disoccupazione Roberto Donadoni. L’ex milanista ha pagato cara l’eliminazione della Nazionale ai quarti di finale di Euro 2008 ai rigori per mano della Spagna, risultato comunque da rivalutare alla luce dello stratosferico biennio iberico. Il suo carattere schivo e scontroso che non lascia spazio al gossip da conferenza stampa ha fatto il resto. Ma Donadoni ad Assemini sembra aver trovato il suo ambiente ideale, senza eccessive pressioni, quella provincia che già l’aveva esaltato a Livorno. Così il suo Cagliari inanella risultati al pari delle migliori e si trova a giocarsi questa sera un inaspettato scontro diretto con la Juventus che potrebbe valere l’aggancio in classifica. E qui veniamo al calciomercato. Anche stavolta Cellino ha l’occhio lungo, e capisce che le stelle si stanno allineando a suo favore per fare l’affare. La Juve vive un momento di crisi e depressione, per la prima volta quest’anno il progetto tecnico di Del Neri viene messo in discussione. Bisogna tacitare piazza e stampa, urge un colpo di mercato riparatore. Contemporaneamente Matri rifila una doppietta al Bari ed innalza ulteriormente le proprie quotazioni. A Cellino non resta che seguire il corso degli eventi e, da attore consumato, inscenare la pagina romantica del presidente-papà che a malincuore lascia andare il suo campioncino verso la maturità calcistica. Sicuro della risposta di Matri, riesce a passare per quello che fa di necessità virtù e non per il freddo affarista senza cuore, mettendosi in tasca 18 milioni più Ariaudo. Qui la (tanto cara a Massimo) arride al presidente rocker. Riscatta il belga-indonesiano Nainggolan dal Piacenza (fino all’anno scorso un oggetto misterioso) per quattro spicci e proprio quest’ultimo gli regala una vittoria in trasferta a Genova che vale oro. Forte di risultati tecnici ed economici di tutto rispetto, si presenta da trionfatore ad una trasmissione di Videolina sul tema stadio, con ospiti il parterre-de-roi della politica sarda: Cappellacci, Milia, Floris, rispettivamente Governatore della Regione, Presidente della Provincia e Sindaco di Cagliari; sono tutti zerbini al cospetto del Presidente del Cagliari forte di un appoggio popolare senza precedenti. Di fronte alla platea televisiva fa la parte del leone, e la strana impressione è che per un’ora e mezza il potente sia lui e non gli altri tre. Risultato? Tutti d’accordo sul progetto Cellino: lo stadio è necessario, si farà ad Elmas come lui vuole, si autofinanzierà per la metà (i soldi presi per Matri) e per metà col credito sportivo (un mutuo). Vittoria su tutta la linea. Bilanci a posto, stadio nuovo, squadra che gira e vendita degli uomini simbolo senza che i tifosi muovano un dito. Ed al mercato di San Benedetto qualcuno, incredulo, comincia a porsi il dubbio che forse in fin dei conti abbiamo un grande Presidente.

Rudy Basilico Turturro (redattore)

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