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Alcolismo giovanile

 
 
Martin Sileno (redattore)

Alcolismo giovanileI maniaci nel trovare una etichetta a tutti i costi chiamano il fenomeno della sbornia a tutti i costi: , prendendo il termine inglese che significa appunto nel bere appositamente senza freni fino all’inevitabile . Fenomeno nuovo? No di certo, ma quello che allarma è che la fascia di età per i dediti al consumo di bevande alcoliche si è notevolmente abbassato, i dati di ricovero al pronto soccorso per collasso o coma etilico parlano di ragazzi, o forse sarebbe corretto parlare di bambini, dagli undici ai quindici anni. Il binge drinking altro non è che la scorciatoia che porta un fegato sano alla epatica.

Molti dicono e scrivono che il bere in maniera compulsiva non fa parte, o non faceva, del modo di vivere italico dei teenager italiani. Lasciamo per un attimo da parte le motivazioni che spingono un ragazzino a imitare un passatempo dei grandi, si perché sono proprio loro, i loro genitori o i loro fratelli maggiori trentenni a dare il cattivo esempio. L’alcool viene percepito come un rischio blando, un passatempo contro la noia, i cui eventuali rischi a lungo termine non vengono nemmeno contemplati. Viene detto loro: “bevi finché vuoi, ma non metterti alla guida” e nemmeno più il vago, ma corretto: “non bere che ti farà male”

Negli spot patinati degli alcolici l’uomo è sempre sicuro di sé, con un sorriso strafottente, e la donna è sempre bella, lasciva e desiderabile. Perché bere è un peccato veniale, come parcheggiare in doppia fila, ma che al contempo abbatte la timidezza, la goffaggine, le barriere della socializzazione, induce al torpore i complessi e il senso diffuso di inadeguatezza. Una medicina sociale al quale al massimo si può rimproverare la smodata posologia. Ecco perché con tutti questi messaggi lanciati più o meno consapevolmente dalla società, è poi difficile ritrovare l’autorità, fare la voce grossa, a maggior ragione quando lo stesso genitore possiede un sontuoso mini bar e il fratello maggiore è solito innaffiare il proprio stomaco di amari dopo due pizzette al taglio.

Martin Sileno (redattore)
 
 
 
 

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