Demian

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Un giorno, girovagando per blog letterari come questo, mi imbattei in un’entusiastica recensione di Demian. Questa ragazza ne decantava le lodi, affermando d’essere il libro più bello mai letto. Titolo impegnativo, che io credo di non aver mai assegnato nelle mie scorribande letterarie pur avendo ovviamente i miei tomi preferiti. Stuzzicato, misi nel carrello per la prima volta un Hermann Hesse con cui non avevo mai stretto conoscenza.

Qui veniamo al variegato approcciarsi ai classici. C’è chi lo fa per darsi un tono, chi pensa che un classico non tradirà mai, chi si suggestiona a tal punto da farselo piacere ad ogni costo. Io m’approccio con curiosità e rispetto (classici non si diventa per caso) ma anche con sufficiente spirito critico, conscio che non tutto a questo modo invecchia in egual modo.

Veniamo al romanzo in questione. Principalmente tratta della giovinezza di Sinclair e del suo muoversi in bilico tra il mondo perfetto e perbenista rappresentato dal classico trittico Dio-Patria-Famiglia, e quello invece oscuro rappresentato dalla perdizione delle umane tentazioni. Figura che lo affianca in questo travaglio è Max Demian, gli fa da guida e lo sprona ad aprire la mente ed a capir da sé cosa c’è di buono e cattivo al mondo. Ed è qui la morale del libro: far esperienza, e scegliersi da soli la strada da seguire nella vita.

Hesse nella prima parte del libro affronta tematiche senza tempo valide per qualsiasi adolescente come il bullismo, il mettere in discussione per la prima volta gli insegnamenti dei genitori e dei maestri, le prime pulsioni sessuali, il perdersi lungo le tentazioni che la vita ti mette davanti, la fascinazione verso gli amici più carismatici. Poi però la narrazione devia verso una parte più psicanalitica carica di simbolismi e slanci mistici che ho trovato di una noia mortale, con un finale morale sull’imminente Grande Guerra che oggi alla luce del terrorismo, del fondamentalismo e del fallimento delle grandi ideologie, sembra antiquata.

Come chiosa finale direi che per dar la medaglia d’oro a Demian bisogna aver proprio gusti letterari sopraffini. E’ un libro a suo modo interessante, che fa bella presenza nel proprio carnet di letture, ma Hesse dovrà far molto di più per appassionarmi alle sue elucubrazioni psicanalitiche. Vedremo, un giorno o l’altro, se Narciso e Boccadoro riuscirà nell’impresa.

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Classici Moderni

Pagine: 138 in brossura

Anno: scritto nel 1917

Prezzo di copertina: euro 8,40

ilibricheleggo.blog.tiscali.it

Rudy Basilico Turturro (redattore)

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