La Geisha del cavaliere

La Geisha del cavaliereLa , letteralmente  persona d’arte, rappresenta la sensuale figura, ormai quasi caduta in disuso,  che  intrattiene con danze, balli e battute di spirito gli ospiti delle case da té (ochaya) e degli okiya (le case delle geisha) giapponesi.

Spesso caratterizzata dal e dalle particolari pettinature, nell’immaginario collettivo viene raffigurata come una prostituta d’alto bordo sottomessa al suo uomo, contariamente a quello che rappresenta in realtà nella cultura giapponese.

Infatti, diversamente all’accezione comune in occidente, la geisha non è una nè prostituta di alto bordo ( quella è la juuyo ), anche perchè non le era concesso di acquistare la licenza di , nè una cortigiana di lusso, nonostante l’uso di kimono simili ma piu facilmente svestibili, per ovvi motivi di lavoro, delle cosiddette oiran, nè sottomessa, visto che erano l’unico esempio nella civiltà giapponese di donna emancipate e libere, al  contrario dell’immaginario collettivo che le vuole completamente asservite all’uomo.

Per diventare geisha, le ragazze che sceglievano di svolgere questa professione, iniziavano il percorso formativo, peraltro molto costoso, dalla tenera età, con selezioni e prove molto dure, passando vari compiti all’interno della okiya, diventando, qualora  la oka-san lo riteneva opportuno, prima domestiche (shikomi), poi scolare (minarai), poi apprendiste () e solo per le piu capaci geisha.

Le geisha è una donna nubile, che può decidere di sposarsi solo ritirandosi dalla professione, che non prevede incontri amorosi (che tuttavia possono esserci al di fuori del lavoro), ed era uso, che per stabilirsi, prendesse un o patrono, un uomo ricco, talvolta sposato, e spesso di una certa età, che aveva i mezzi per accollarsi le elevate spese necessarie al lavoro di geisha.

Anche se capitava spesso che la geisha ed il suo danna si innamorassero, il sesso non era un requisito richiesto come contropartita delle ingenti somme elargite, per questo particolare rapporto,ricco di convenzioni e valori, incomprensibile agli occidentali.

Ma forse ai piani alti del potere , e anche al di fuori del , questa tradizione continua ad essere portata avanti: se pensiamo alle amazzoni che circondano , probabilmente ancora per poco, il leader libico Muhamar , o alle ragazze alla corte di Sivio , si puo intravedere la figura di un moderno danna , che si intrattiene , non necessariamente per sesso, con belle ragazze, circondandole di regali e soldi, per ripagare le spese necessari alla loro “bellezza”, probabilmente solo per avere l’onore di circondarsi e gioire per la visione di tanta bellezza.

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Brian Boitano (redattore)

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