Il lato B

Il lato BUn tempo il era la faccia scura della Luna, la “croce” della moneta, il singolo sfigato del 45 giri di successo. Ora in Italia il è sinonimo di , generalmente evocato quando è bello sodo. Il termine nato in quel sottobosco di informazione spazzatura mescolata a gossip si è diffuso negli ultimi anni in tutti gli ambienti legati all’informazione, compresi i TG ed è entrato anche nel linguaggio comune.
Sentire per strada una signora distinta discutere con una compagna di shopping sull’importanza, a suo dire eccessiva, che viene data oggi al “lato B” suscita qualche riflessione. Non si tratta tanto di esser bacchettoni perché il discorso non è sull’oggetto del contendere quanto sul modo di chiamarlo e di parlarne.
La ragazza, scusate la volgarità, un tempo aveva un “bel ” oppure un “ basso” ora ha un bel “Lato B”.
Un modo diverso di chiamare una parte del corpo, all’inizio per non usare termini più volgari, ma che in realtà a pensarci bene si riveste di maggiore volgarità perché mutuato da oggetti che hanno sì, essi, dei lati.
Poi arrivò Pippa, la sorella della sposina , con il suo vestito bianco e lungo fatto apposta per risaltare il sedere e tutti sono impazziti. Impazziti tanto da seguire la “sorella di” fino in Spagna, nei pressi di un hotel di Ibiza,per beccarla in borghese, per capire se quei sono proprio scolpiti come sembrava sotto quel vestito bianco sul tappeto rosso. E poi dicono che il giornalismo d’inchiesta non esiste più!

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symbel (redattore)

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