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8 Risposte

  1. Enrico scrive:

    E perchè sta a casa?
    La legge prevede che i referendum siano validi se il voto è espresso dal 50% + 1 degli aventi diritto.
    Raggiunta quella condizione, se la maggioranza dei voti espressi (anche dal solo il 25% + 1 degli aventi diritto) è per il sì, la disposizione alla quale il quesito fa riferimento viene abrogata.
    Quindi la Costituzione attribuisce il potere al 25% + 1 di abrogare la disposizione oggetto del quesito.
    Ma solo se chi è contrario vota no.
    Se tutti i contrari si astenessero, per abrogare quelle disposizioni sarebbe necessario il voto del 50% + 1 degli aventi diritto. Non è una differenza da poco, no?
    Gli appelli all’astensione distorcono l’istituto del referendum che è lo strumento con il quale possiamo esprimere più efficacemente la nostra opinione.
    Senza contare che chi è contrario a questi quesiti potrebbe essere decisamente favorevole a quesiti futuri.
    Votare non è obbligatorio, ma chiamare all’astensione è impedire agli altri l’esercizio di un diritto. Non sono previsti i comitati per l’astensione, solo quelli per il si e per il no.
    Contiamoci, non sottraiamoci alla conta. Schiena dritta, informarsi e votare consapevolmente.
    NO, o Sì, ma comunque votare.

    Saluti.

    Enrico Bassi.

  2. symbel scrive:

    Il fatto che sia prevista la necessità del raggiungimento di un quorum significa che è lecito anche che non venga raggiunto.
    Nel caso specifico l’astensione è l’unico modo per manifestare la propria contrarietà all’uso strumentalmente politico e demagogico dell’istituto referendario.

  3. Enrico scrive:

    E’ previsto che se l’esito del referendum non è rappresentativo dell’opinione di un numero sufficientemente elavato (in realtà davvero molto elevato) di cittadini, la consultazione non abbia effetto.
    Ma i cittadini stessi possono esprimere la loro opinione contraria con il no. In questo modo viene rispettato il principio “una testa, un voto”.
    Al contrario, ogni persona che si astiene raddoppia il proprio voto negativo.
    Su questo immagino che siamo d’accordo, no?
    Quanto alla correttezza di chiamare all’astensione per far fronte ad un uso strumetale e demagogico dell’istituto, il filtro per queste eventualità è previsto a monte. E’ costituito dalla necessità di un numero enorme di firme autenticate per la promozione dei referendum e dal successivo esame sull’idoneità tecnica dei quesiti allo scopo previsto dalla Costituzione, operato dalla Cassazione. Ed è un filtro molto severo, a giudicare dal numero dei quesiti respinti in passato.
    Preciso che quando parlo del “chiamare all’astensione” non mi riferisco a lei: la sua a mio modo di vedere è la rispettabile manifestazione del pensiero di un singolo. Ma quando vedo che i promotori del no chiedono di stare a casa penso che sia in gran parte codardia.
    E non creda che i miei voti saranno necessariamente dei sì.

    Saluti.

    Enrico Bassi.

  4. symbel scrive:

    Chi si astiene dal voto per “dispetto” o per dire di no è pari a chi va a votare SI per dare una spallata a Berlusconi disattendendo il significato “presunto” della consultazione referendaria.
    Poichè non si può ragionare presumendo i motivi per me le tre opzioni sono tutte paritarie.
    Personalmente ritengo che astenersi per protestare contro l’eccesivo ricorso ai referendum e alla loro politicizzazione sia un modo corretto di far sentire la propria voce.
    Per quanto mi riguarda poi è necessario alzare ulteriormente la soglia delle firme da raccogliere che sono pur sempre rappresentative di una minoranza della popolazione molto spesso mobilitata dai partiti che non riescono a farsi valere in parlamento.

  5. Enrico scrive:

    Chi si astiene vota due volte no. E’ uno strano concetto di parità quello che lei ha espresso.
    Prendo atto che non siamo d’accordo nemmeno sul principio “una testa, un voto”.

  6. sALONE scrive:

    lA SINISTRA CON I SUOI COMUNISTI CHE NON SONO MAI SPARITI,DOVREBBERO ESSERE TUTTI RINCHIUSI, PER NON PERMETTERGLI DI CONTINUARE A FARE DEL MALE AGLI ITALIANI.

  7. marco scrive:

    Se sento ancora usare impropriamente l’appelativo COMUNISTI scritto per giunta in maiuscolo credo che avrò un collasso. I comunisti e la sinistra non esistono più! Poi cosa centra il proprio orientamento politico con il divieto di costruire centrali nucleari, con l’acqua e soprattutto col legittimo impedimento, che varrebbe anche per un eventuale futuro presidente del consiglio COMUNISTA.
    FARE DEL MALE AGLI ITALIANI MI PIACE, DATO CHE ORA LA SITUAZIONE è ROSEA MI SEMBRA GIUSTO DARE UNO SLANCIO DI TALE LEVATURA AL CONFRONTO.
    CERTE SCELTE DOVREBBERO ESSERE GIUDATE DAL BUON SENSO E NON DA UNA STUPIDA E ANACRONISTICA VISIONE POLITICA DI UNA QUESTIONE CHE DI POLITICO HA BEN POCO.
    IL MEZZO REFERENDARIO VIENE USATO DALL’OPPOSIZIONE PER DARE LA C.D. SPALLATA A BERLUSCONI? POCO MALE, FORSE LEI NON CREDE CHE CI SIA GENTE CHE CONSIDERA SENSATO NON COSTRUIRE CENTRALI NUCLEARI IN UN PAESE DOVE NON RIUSCIAMO A COSTRUIRE UN’AUTOSTRADA, O NON PRIVATIZZARE/LIBERALIZZALE L’ACQUA OPPURE RENDERE ANCHE LE PIù ALTE CARICHE DELLO STATO PARI AD UN NORMALE CITTADINO DAVANTI ALLA LEGGE.
    NO, MA SONO I COMUNISTI E I FASCISTI IL PROBLEMA DI UN PAESE CHE NON CAMBIA MAI, FATTO AD USO E CONSUMO DI VECCHI NOSTAGICI CON IDEE VECCHIE E NOSTALGICHE.

  8. marco scrive:

    senza ovviamente dimenticare i giovani/vecchi che non riescono a formulare loro personali visioni della realtà, e per pigrizia mentale e leccaculismo estremo mutuano quelle dei nostri canuti governanti.

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