Scatto ergo sum

Scatto ergo sum Una nuova moda tra i giovani d’oggi, scoppiata come per magia con la diffusione a macchia d’olio dei vari , in cima alla lista , che offre la possibilità di caricare un numero pressochè illimitato di fotografie sul web, senza dover acquistare uno spazio apposito.
Sono sempre più numerosi i giovani armati di fotocamere digitali, che non si accontentano più dei modelli compatti. Oggi, infatti, anche i principianti vogliono puntare in alto, vogliono una . Questo modello di fotocamera ha il vantaggio, tra gli altri, di possedere lenti di alta qualità, in grado di produrre immagini particolarmente nitide, con un range di luminosità molto ampio e una messa a fuoco precisa.
Ma ai nuovi cultori della poco interessano le caratteristiche tecniche, le loro prerogative sono ben altre. Come prima cosa, un fotografo degno di tale nome, deve possedere una sua pagina Facebook, che è cosa ben diversa da un semplice profilo. La pagina prenderà il nome e cognome del suo proprietario, seguito dal genitivo sassone e un photo, perchè scritto all’inglese fa sempre più figo.
Una volta creata la pagina, ci vuole un po’ di pubblicità.
Questa si può ottenere in due modi, tartassando i propri amici intimandoli a diventare fan con richieste di ogni genere, oppure partecipando a dei concorsi tenuti nel solito social network, indetti da personaggi assolutamente sconosciuti che mettono in palio per il vincitore un loro servizio fotografico.
In ogni fotografia non può assolutamente mancare il logo rappresentativo del suo autore e anche in questo caso, per la sagra dell’originalità, abbiamo il nome e cognome “tuttoattaccato” dello stesso, o per i più creativi, le iniziali. La foto premiata alla fine del concorso sarà quella che riceverà il maggior numero di apprezzamenti sottoforma di “Mi piace”, per questo sarà nuovamente utile importunare i propri amici, costringendoli ad apprezzare anche qualora la foto gli facesse schifo.
I soggetti prediletti dai nostri fotografi di ultima generazione sono per lo più pupazzi, tazze di cappuccino, con il cuore di cioccolato disegnato in superficie e un tocco di bianco e nero per fare un po’ più vintage, posaceneri e cicche di sigaretta.
Quando vi troverete davanti a soggetti assolutamente incomprensibili o privi di senso, invece, sappiate che si tratta di quelle da loro definite foto artistiche, che voi non siete in grado di comprendere.
Non si dovrebbe mai stroncare una passione, anche quando questa somiglia tanto a una tendenza del momento. Ci sono hobby, mode e passatempi ben peggiori, ma è bene sapere che come l’abito non fa il monaco, anche la bella reflex non fa il fotografo, con la sola differenza che il monaco non stressa gli amici su quanto è bella la sua tonaca.

Abra Siva (collaboratore)

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