Il nuovo Di Pietro non piace ai suoi

Il nuovo Di Pietro non piace ai suoi Ieri in parlamento è successo qualcosa di sorprendente e non mi riferisco alla ottenuta con la maggioranza assoluta da parte del centrodestra “allargato” ai “Responsabili” che pure è un risultato notevole e nemmeno che Cupido abbia scoccato le sue frecce trafiggendo Rosy Bindi e il senatore leghista Raffaele Volpi mentre si votava la alla camera e nemmeno che le telecamere e i telefonini abbiano immortalato Silvio e a parlottare insieme per qualche minuto.
La cosa sorprendente è che Antonio Di Pietro, per essersi quasi limitato ad ascoltare quello che Silvio Berlusconi gli diceva all’orecchio (è il Cavaliere che si è avvicinato e non viceversa), sia stato subissato di sms e messaggi di posta elettronica pieni di proteste e insulti.
Il nuovo Antonio Di Pietro, quello che “non bisogna strumentalizzare ai fini della caduta del governo il risultato dei referendum” e quello che si rivolge a Bersani chiedendo che si muova qualcosa nell’opposizione e quello che afferma che, nel caso fosse proposta seriamente, voterebbe ad occhi chiusi una riforma fiscale tesa a modificare le aliquote, non piace alla sua base.
Perché la base dell’IDV, a dire il vero uscita parecchio ridimensionata dalle ultime consultazioni elettorali amministrative, non vuole una politica di rilancio, a loro non interessa nemmeno che cosa pensa di “politico” il proprio leader ma solo ed esclusivamente che annienti il problema Berlusconi, che lo cancelli dalla faccia della Terra e possibilmente con una spruzzatina abbondante di .
Questa è la cifra politica dell’IDV o perlomeno quella dominante.
Di Pietro si è affrettato a chiarire il contesto e il contenuto della chiacchierata con Berlusconi, spiegazione che è possibile vedere anche nel video a conclusione di questo articolo, ma forse non basta.
Qualcuno si chiederà dove sia la sorpresa conoscendo il partito dell’ex magistrato e la risposta è nel fatto che oggi, allo stato attuale, con un Berlusconi fiaccato e quasi politicamente ferito a morte all’opposizione si continua a pensare ad abbattere invece che a proporre e chi, magari in modo strumentale al momento o per mettere in difficoltà l’avversario con un finto appoggio, si discosta da questo schema viene aggredito dai suoi stessi sostenitori ancorati all’ per il Dittatore di Arcore, sopra ogni cosa.
L’ultima dichiarazione di Tonino, fresca fresca delle 12:30 di oggi: “indagini sulla ? Non vedo presupposti per individuare reati ” una dichiarazione fino a poche settimane fa impensabile. E’ prevedibile che nuovo fuoco amico sia pronto ad andare a bersaglio contro Tonino versione “responsabile”.

symbel (redattore)

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2 Risposte

  1. Devsol scrive:

    Di Pietro ha fiutato la preda ferita, e ha capito che una politica basata esclusivamente sull’odio dell’avversario non porta da nessuna parte. Vuole cucinare Berlusca a fuoco lento e poi assestare il colpo mortale. Di Di Pietro tutto si può dire, tranne che è stupido, mentre i suoi scagnozzi hanno senza dubbio il prosciutto sugli occhi:)

  2. Alessandro scrive:

    Addio Tonino, non mi piaci più.
    Me ne vado con Nichi.

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