Tav e proteste

tavNotizia di questi giorni l’espugnamento del presidio in , che ha riconsegnato il cantiere all’impresa che dovrà eseguire i lavori. E’ stato necessario l’intervento della , per reprimere una protesta per nulla pacifica, visti il lanci di pietre, estintori e altri oggetti e i conseguenti  arresti.

Il discorso è sempre il medesimo, va bene protestare, ma anche la protesta va fatta in modi corretti: non può essere una protesta civile quella che ha generato 80 feriti.

Protesta per cosa poi? Per evitare di costruire il corridoio ferroviario merci ad alta velocità, che consentirà di velocizzare i tempi di trasporto e di limitare i trasporti su gomma, che notoriamente inquinano di piu di un treno? Menomale che a protestare contro l’opera sono gli

Il bello poi è che alla fine della fiera anche i giudici danno torto ai manifestanti, e l’esempio è la recente assoluzione di Impregilo per danni ambientali sulla linea ad alta velocità Firenze-Bologna: a che pro lamentarsi? per far slittare i tempi e lievitare i costi?

Il problema di fondo è che l’italiano si lamenta sempre e per ogni cosa, dall’altra parte della valle invece esistono degli incentivi che remunerano il disagio subito, con il risultato di velocizzare i tempi e sprecare meno risorse, e con il vantaggio che i locali accettano di buon grado l’opera.

Un po come accade per le centrali nucleari, in nelle vicinanze delle centrali, gli abitanti sono indennizzati con abbattimento delle tasse e del costo dell’energia elettrica, finanziati dalle royalities versate al territorio dall’esercente della centrale, risultato nessuna protesta dei cittadini, che fanno a gara per ospiatare le centrali.

In pratica mentre l’italiano si lamenta, il francese si gode la nuova opera, ma l’italiano ha il vizio di lamentarsi un po per tutto:  si lamenta del ok, facciamo le rinnovabili, ma a quel punto ci si lamenta dell’eolico perche è brutto, ok facciamo il fotovoltaico, ma ci si lamenta perche toglie spazio all’agricoltura, ok usiamo le biomasse e ci si lamenta per la puzza, etc. per ogni cosa l’italiano trova sempre qualcosa di cui lamentarsi, col risultato che gli altri producono e crescono e noi stiamo a guardare.

L’esempio lampante è l’immondizia di Napoli, nessuna localita vuole le discariche, nessuna localita vuole i termovalorizzatori e nelle strade vediamo i cumuli e i roghi, che passano indenni ai cambi di bandiera della politica, cambiano i partiti ma la  munnezza è sempre li, come i cittadini che inscenano le davanti ai cancelli delle discariche…

Il problema alla fine sono gli italiani, per cambiare l’ forse non ci resta che cambiare gli italiani.

 

Brian Boitano (redattore)

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6 Risposte

  1. Draka scrive:

    a grande richiesta è arrivato l’articolo sul TAV! Grandi!! Ieri ho fatto una piccola ricerchina ed ho trovato i motivi (che a prima vista sembrano più che seri e DOCUMENTATI) per cui non si vuole il TAV!
    http://goo.gl/W6mn9
    Che mi dite in risposta?

  2. Brian Boitano scrive:

    tutte le opere infrastrutturali necessitano di tempi lunghi e ingenti costi e il beneficio non sembra esserci nell’immediato, ma è un’infrastruttura pensata per il futuro: fra 15-20 anni quando sarà terminata presumibilmente anche le merci in circolazioni saranno di piu’ e richiederanno tempi di consegna piu brevi. per le polveri della galleria non vedo il problema se i lavori sono fatti a modo, verranno adeguatemente smaltite.

  3. Draka scrive:

    se hai letto si parla di amianto ed uranio nell’articolo che ti ho linkato…non è un po’ pericoloso per la salute dei residenti oltre che degli operai che ci lavoreranno??

  4. symbel scrive:

    E’ curioso come solo in Italia ci si preoccupi, non trovi? Se fosse così pericoloso perché i francesi non battono ciglio?

  5. Draka scrive:

    ci ho pensato anche io, ma la “grandeur” dei francesi può questo ed altro!! (vedi primo attacco alla Libia senza autorizzazione ONU). Non ti pare?

  6. Brian Boitano scrive:

    si, ma gli operai specializzati non smaltiscono e bonificano l’amianto, compreso l’eternit sui presente sui tetti dei nostri edifici fino a pochi anni fa? è tutta questione di fare i lavori a regola d’arte, poi una volta buttato il cemento armato lo stesso amianto sarà ingabbiato e quindi non nocivo. tralaltro se transiteranno solo merci il problema per gli utenti del treno neanche sussiste…

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