Dottor Messi e Mr. BroccoLeo

Lo strano caso del Dottor Messi e di Mr. BroccoLeo “Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hide” non solo è un romanzo di Robert Louis Stevenson che ha fatto scuola nella storia della letteratura mondiale, ma è diventato anche un riferimento per indicare quando una stessa persona, passando da una situazione all’altra, si comporta in modo diametralmente opposto.
In questi giorni durante lo svolgimento della coppa America, i calciofili nottambuli (visto il fuso orario, le partite della coppa America vengono trasmesse qui in Italia in orari notturni ) e in generale gli appassionati che seguono i notiziari sportivi avranno potuto constatare l’ennesima trasformazione del pallone d’oro degli ultimi due anni Dr. Genio Messi nella sua brutta coppia Mr. .
In questi ultimi anni Messi ha deliziato gli appassionati di tutto il mondo con le sue prodezze calcistiche indossando la maglietta del Barçellona. Gol fenomenali col suo potentissimo sinistro, dribbling brucianti dove anche i migliori difensori si accorgevano che era appena passata la Pulce (questo il soprannome di Messi, vista la sua piccola statura) solo dopo che vedevano la propria rete gonfiarsi e gli avversari esultare.
Sembra infatti che quando Messi indossi la “camiseta blanca-celeste” dell’ diventi una specie di brocco. In mezzo al campo è spaesato, prova a fare le stesse cose che fa con la maglia del Barça, ma non ci riesce. E così il doppio pallone d’oro del Barcellona diventa Mr. BroccoLeo.
Un dribbling che con la maglia blaugrana sarebbe imprevedibile e bruciante, con la maglia dell’ Argentina diventa lento, facile da interrompere. Un tiro che sotto i vessilli Spagnoli è imprendibile da qualsiasi portiere, diventa parabile anche da mia nonna.
L’Argentina potendo di contare su un così grande campione sognava in grande, ma è ripetutamente rimasta a bocca asciutta. L’anno scorso, durante il mondiale del Sudafrica, sembravano esserci tutte le condizioni necessarie per riportare l’Argentina sul tetto del mondo, dopo l’ultima coppa di Mexico ’86.
L’infinito Diego Armando in panchina e il suo erede in campo.
Ma Messi può esser definito il nuovo Maradona? Per molti la risposta è ancora no, perché Maradona era riuscito a far grande la sua squadra di club, il Napoli, e grande la vincendo la coppa del mondo nell’86 e arrivando secondi nel ’90. Mentre Messi aiuta a far grande il Barcellona insieme a tanti altri campioni del calibro di Xavi, Iniesta, Villa, Puyol, ma non riesce a diventare grande per la sua Argentina. E a questo punto la domanda sorge spontanea: ma al di fuori della squadra catalana costituita da grandi campioni e da un’organizzazione di gioco ormai collaudata e perfetta, Lionel riuscirebbe ad esprimersi agli stessi livelli?
Facendo questa domanda ad un argentino qualsiasi, credo che la risposta sia inequivocabile. Ancor di più in questi giorni dopo la freschissima eliminazione dell’Argentina dalla Coppa America, tra l’altro giocata in casa.
A questo punto io avrei una soluzione! Non può l’Argentina cambiare la colorazione della maglia passando dal bianco-celeste al blaugrana, così Messi non si trasformerà più in Mr. BroccoLeo?

Devsol (collaboratore)

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3 Risposte

  1. Damiano scrive:

    Molti addetti ai lavori dicono che la rovina di Messi in Nazionale è il dover giocare con una o due punte davanti (Higuain e Tevez) che gli chiudono lo spazio.
    Infatti Guardiola, che ha capito, gli ha tolto di mezzo prima Eto’o e poi Ibrahimovic e così Messi agisce da punta e non da rifinitore.

  2. Devsol scrive:

    Son d’accordo, ma se anche nell’Argentina non facessero giocare Tevez e Higuain dando a Messi le chiavi dell’attacco, dietro non avrebbe giocatori come Iniesta e Xavi che gli danno palloni d’oro e che lo sostengono nell’azione di attacco insieme alle altre punte!

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