Bloccati i conti correnti a Renato Soru

Bloccati i conti correnti a Renato SoruE’ proprio un periodo nero per , patron di , azienda di telecomunicazioni che si è imposta nel mercato italiano alla fine degli anni ’90 rivoluzionando la filosofia di gestione delle connessioni allora battezzata efficacemente con il termine “freelosophy”.
A poche settimane dalla conferma dell’adozione dei contratti di solidarietà che interesseranno gran parte degli oltre 900 dipendenti, dopo la minaccia della messa in mobilità totale di 130 lavoratori, un’altra tegola si abbatte sull’ della Sardegna.
Questa mattina infatti gli sono stati sequestrati beni per il valore di tre milioni di euro in conseguenza del provvedimento firmato dal gip di Cagliari Simone Nespoli e disposto nell’ambito dell’inchiesta per una presunta evasione fiscale di cui si era già parlato in precedenza sui giornali.
L’oggetto del contendere sarebbero i flussi di denaro che si sono mossi durante un prestito che la società inglese , che è riconducibile allo stesso Soru, ha fatto all’azienda sarda Tiscali.
Alla base di tutto ci sarebbe un guadagno non dichiarato al fisco risultante dalla resitituzione del denaro con gli interessi maturati.
Brutta storia anche perché, come si fa in questi casi, gli inquirenti hanno bloccato i di Soru e in futuro se il saldo non dovesse coprire la cifra contestata il raggio del sequestro potrebbe estendersi a toccare anche i beni immobili.
Un vero tonfo rispetto a qualche anno fa quando, sulla cresta dell’onda politica, era arrivato ad essere suggerito come uno dei pochi in grado di competere da sinistra contro lo strapotere mediatico ed elettorale di Berlusconi.
Alla guida di un’azienda apparente sana, momentaneamente abbandonata per gli impegni politici, al vertice di una regione, idolatrato dalle masse e con una vera e propria schiera di fan agguerriti quanto e forse più dei “berluscones”, ricordato per le apparizioni trionfali a che hanno fatto centinaia di migliaia di visite sui canali YouTube, oggi si ritrova in cattive acque.
La parabola discendente comincia con la mancata rielezione allo scranno più alto della politica regionale ad opera di Cappellacci, attuale governatore, sponsorizzato pesantemente da Berlusconi e prosegue in caduta libera con il successivo accantonamento di qualsiasi velleità di leadership all’interno del partito democratico e con il ritorno alla guida di Tiscali con i primi provvedimenti di austerity per rimettere in carreggiata un’azienda non proprio sana come si pensava che nel frattempo aveva un po’ sbracato.
Le notizie vengono battute dalle agenzie con molta cautela e sono piene di condizionali quindi la prudenza è d’obbligo anche se l’immagine del politico ne uscirà sicuramente danneggiata, sarà difficile infatti presenziare ancora a Ballarò recitando la parte dell’austero politico anticasta avendo alle spalle l’accusa infamante di essere in milioni di euro che patteggia come un Valentino Rossi qualsiasi.

symbel (redattore)

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