Merkel, Sarkozy e lo spirito di patate

Merkel, Sarkozy e lo spirito di patateIl sorrisetto beffardo che si sono scambiati Angela e Nicolas è imbarazzante per il nostro Paese, non c’è dubbio, e si presta facilmente alle critiche in parte giustificate che sono già scaturite e verranno in questa giornata.
Al di là di una considerazione legata all’immagine internazionale e alla grossa responsabilità che ha questo governo per non aver avuto il coraggio di prendere delle iniziative forti, anche impopolari, per dare un segno di vita alla BCE, il gesto dei due leader co-fondatori dell’Europa risulta agli occhi di chi si estrania per un secondo dal tifo politico interno all’Italia, un gesto di grandissima cafonaggine.
Tra l’altro c’è ben poco da ridere per Francia e Germania ben consce che se la barca affonda si va a fondo tutti insieme appassionatamente, con il sorrisino e senza.
L’unico piccolo spazio a disposizione al massimo è per un sorrisetto isterico, un sorrisetto per non piangere o per non sbottare di rabbia.
Il sarcasmo compiaciuto da “gatto e la volpe” della cancelliera Angela e del neo papà Sarkò (in Bruni) assumono una valenza ancor più chiara se si pensa che entrambi, all’avvicinarsi di nuove elezioni nei rispettivi paesi, non hanno proprio il favore dei sondaggi e hanno bisogno di risalire nei consensi anche cavalcando un po’ di sano campanilismo.
Un discorso a parte merita poi la distinzione tra la cancelliera tedesca che deve, in parte, il suo calo di consensi alle iniziative prese contro la crisi, la rigidità nelle decisioni, quindi in un certo senso proprio quel coraggio che manca al nostro primo ministro e Sarkozy che tutto può dire tranne che il suo governo abbia conquistato autorevolezza visto il bisogno di ricorrere all’interventismo militare in Libia, abbastanza discutibile e i fatti legati al gossip per altro con tentativi di tappare la bocca ai giornalisti che le nostre “schiene dritte” si guardano bene dal riportare.
Al netto di tutto questo è inaccettabile che si faccia passare l’Italia come causa o freno alla ripartenza dell’area Euro come gli ammiccamenti tra i due vorrebbero far credere. Quando si dice “è inaccettabile” significa che Silvio Berlusconi non può accettarla e non basta dire che Sarkozy ce l’ha con noi per la vicenda del dimissionario che non si dimette Bini Smaghi, cosa per altro vera, o che la Merkel, come alcuni sostengono più o meno velatamente, ce l’abbia con il premier per le indiscrezioni su alcune intercettazioni piccanti che la riguarderebbero, delle quali non si sa ancora se esistano sul serio.
E’ vero, la stampa ci mette sempre il carico, oramai maestra nell’arte dello sputtanamento autolesionistico, ed è pur vero che noi italiani soffriamo di un tremendo complesso di inferiorità che ci fa sembrare quello che dicono all’estero di noi di enorme valore, e non si capisce nemmeno il perché. Forse perché all’estero sono più bravi a lavarsi i panni sporchi in casa.
E’ tutto vero ma il governo abbia un sussulto di dignità e reagisca non ribattendo piccato ai sorrisi da scemetti all’uscita da scuola dei due primi ministri europei, ma prendendo le iniziative che ci sono da prendere subito, oggi, adesso.
Il tempo è scaduto, la pazienza è finita da un bel pezzo, l’Italia non può essere trattata come una Grecia qualsiasi altrimenti, tanto vale, chiedere anche noi gli aiuti che si sta decidendo di concedere al governo di Atene.

symbel (redattore)

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2 Risposte

  1. Brian Boitano scrive:

    a mio parere si è montato un caso sul nulla: la risatina di sarkozy (che ricordiamo ha il vizio di bere un po troppo agli eventi internazionali…) era per il genere di domanda, effettivamente un po buffa, non per la risposta: ovvio poi che la cosa si presta bene per speculare alle spalle di qualcuno (bersani e terzo polo su berlusconi e berlusconi su bossi e tremonti)

  2. Dexter scrive:

    La cosa più patetica dell’opposizione è che se la prendono con Berlusconi perché il governo non ha fatto cose che la sinistra ha sempre osteggiato: privatizzazione completa di tutti i servizi pubblici, abolizione pensioni anzianità, pensioni vecchiaia a 67 anni, fine dello stato sociale come lo conosciamo oggi, creare concorrenza con la sanità privata, permettere licenziamento dipendenti pubblici etc… Ma si sa che i sinistrati sono sempre pronti a ridere come sciocchi pur di schierarsi contro l’Italia.

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