Berlusconi alla UE scrive qualcosa di liberale

Berlusconi alla UE finalmente qualcosa di liberaleI quotidiani di oggi (27 ottobre 2011) affrontano i molti argomenti portati alla luce dal presentato dal governo italiano ai leader europei riuniti a Bruxelles.
Inutile quindi analizzare punto per punto la firmata da con i propositi da attuare nei prossimi otto mesi di governo, online è possibile leggere una chiarissima analisi (critica) e sintetica del testo http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_27/sensini_analisi-critica-piano-anti-crisi_bafc0e24-006a-11e1-a50b-be6aa0df10bc.shtml pubblicata dal sito web del Corriere della Sera.
E’ interessante invece notare come dopo tante sollecitazioni soprattutto dall’interno della maggioranza e dai commentatori politici ed economici più vicini al Cavaliere finalmente si veda (o meglio si legga) qualcosa di che viene da questo governo.
L’immagine dei mesi scorsi era un po’ assimilabile a quella del Nanni Moretti nel film Aprile che chiede a D’Alema di “dire qualcosa di sinistra”, in questo caso si è chiesto invece più volte a Silvio Berlusconi di dire “qualcosa di liberale”. E qualcosa di liberale in questa lettera c’è, peccato però che arrivi ad un anno dalla chiusura naturale della legislatura, con infinite proroghe e promesse non mantenute e uno strappo sottinteso con il ministro più importante del governo, un certo Giulio Tremonti.
Sì perché la lettera è firmata “un forte abbraccio Silvio” e stop. http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2011/10/27/lettera_big.jpg?v=20111027093250
Oltre queste considerazioni un po’ amare da parte di chi ha sostenuto questo centrodestra e questo governo illudendosi che in Italia si potesse instaurare una riforma liberale, c’è anche da dire che ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad una lettera, una dichiarazione d’intenti.
Nei prossimi giorni scoppierà il putiferio per alcune delle iniziative all’orizzonte (cassa integrazione per i dipendenti pubblici e licenziamenti più facili) e sicuramente ci sarà da tremare per ogni decreto da approvare.
Ci voleva una strizzatina dell’ alle parti basse del governo italiano per proporre una bozza di riforma che ci si sarebbe aspettati naturale da un esecutivo sostenuto da una maggioranza di centrodestra eletto con grandi numeri che invece non ha saputo governare. Fino ad ora la scusa ufficiale era l’insormontabile scoglio costituito da Giulio Tremonti (in passato era Casini e poi Fini e ultimamente pure la Lega di Bossi) adesso le scuse si sono ridotte a zero. Vedremo che si farà con la netta sensazione che se per la comunità europea forse si è presi il treno al volo appena in tempo, per la riconquista della fiducia degli italiani invece sia comunque troppo tardi.

symbel (redattore)

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