Si scrive Mario Monti ma si legge Spread

Si scrive Mario Monti ma si legge SpreadSe prima eravamo abituati, nei talk politici, a vedere le “grafiche” con i vari risultati dei sondaggi di Mannheimer, Pagnoncelli o di Crespi, ora, per capire chi ha più possibilità di vincere le prossime , dovremo fare spazio ad una videata in più, quella dei mercati.
Ce la siamo andati a cercare e su questo non ci piove, politiche dissennate, dissidi interni, autogoal uno dietro l’altro e tutto il teatrino che fa parte sì della politica ma che non si può permettere una nazione con un altissimo debito pubblico e poca, pochissima crescita, praticamente nulla.
Detto questo si può esultare per la caduta del tiranno e non deve sorprendere, semmai un che si sorprende per le contestazioni è una prova ulteriore di quanto progressivamente negli ultimi anni la sua percezione della perdita del consenso si sia di fatto offuscata. Il lancio di monetine, poche e ad opera degli arrabbiati del Popolo Viola, è stato vergognoso ai tempi di Craxi all’uscita dal suo albergo ma risulta ancora più indecente in una piazza istituzionale come quella del Quirinale.
In pochi giorni siamo passati da un Governo per molti fallimentare e con una maggioranza risicata e poi insufficiente in Parlamento ad un governo del Presidente della Repubblica, un governo che di tecnico, chiunque ci sia dentro, non avrà mai la caratteristica, anche perché a ben vedere un non esiste.
Non ci sono state le elezioni, c’è troppa fretta di calmare il signor e quindi le forze parlamentari che dovrebbero sostenere il governo Monti sono le stesse, identiche, di ieri con un inedito e improbabile accordo tra PD e PDL che fa ridere solo a pensarci.
Non ci aspettano, in ogni caso, giorni splendenti, a dispetto delle bellissime giornate di sole autunnale, ma questo lo sapevamo.
Fa tenerezza un Berlusconi che rassicura i suoi dicendo che l’appoggio al governo lo si può togliere da un momento all’altro ben sapendo che quando questo verrà solo paventato lo Spread schizzerà in alto e si ripresenterà l’emergenza.
Mettiamoci l’animo in pace, non solo questo governo aiutato dalla mano del presidente Napolitano, ma anche il prossimo e chissà quanti dopo, saranno decisi prima chiedendo gentilmente il permesso allo Spread.
Lasciamo a Bersani che anche lui ha dato grande senso di percezione del reale dichiarando: “Berlusconi l’ha mandato via il PD” il piccolo giocattolino dell’autoillusione.

symbel (redattore)

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1 Risposta

  1. Dexter scrive:

    Berlusconi non l’ha mandato via il PD, né una sconfitta elettorale, né una sfiducia del Parlamento. Si è dimesso per generosità, perché continuare a vivacchiare per mesi sarebbe stato controproducente.

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