Le ragioni del successo di Grillo

Le ragioni del successo di GrilloDue sono i temibili mostri che rendono particolarmente critica la situazione italiana: il primo è la famigerata Casta; il secondo la Finanza, o meglio la sua faccia peggiore, la speculazione. Le irrilevanti attenzioni e riforme che le istituzioni stanno attuando in merito, inoltre, lasciano spazio al pessimismo volgendo lo sguardo al futuro.
Normalmente, ed a mio avviso correttamente, non ci si limita ad identificare la casta con la classe politica dirigente. Bensì il concetto si estende a tutte le ramificazioni dei poteri e delle funzioni esercitate dallo stato, e dunque finanziate dai contribuenti, nonché agli interlocutori privilegiati delle istituzioni che dovrebbero rappresentare i cittadini, e che invece nell’immaginario popolare, a torto o ragione, ormai ci si immagina passino il tempo a tessere le trame nascostamente. Pensiamo quindi alla magistratura, alle grandi aziende di rappresentanza, a Confindustria, ai Sindacati nazionali.
E’ razionale ritenere che la casta, per definizione, non nutra alcuna aspirazione di autodistruggersi. Quale immagine più rappresentativa della lotta contro il polipesco movimento di insediamento e occupazione tentacolare di tutte le poltrone potrebbe mai esistere, pertanto, di un volto nel tempo mai associato allo Stato, ma anzi spesso accostato quale ostile ai poteri, come suggellato dall’esilio imposto dalle reti televisive nazionali, come quello di ?
Il cittadino non ha potere di brandire asce, se non nell’eventualità non auspicabile di una rivoluzione cruenta, per troncare tutti i tentacoli della casta: non elegge i magistrati, non i rappresentanti di Confindustria (che alla fine influenzano la politica economica dell’intero paese e non certo solo degli imprenditori che possono votarli), non i rappresentanti sindacali nazionali (stesso discorso di Confindustria). Che arma resta all’uomo qualunque per esprimere un secco “no” alla classe dirigente oggi al potere? Nient’altro che la preferenza che verrà espressa con la scheda elettorale… un momento al quale il movimento cinque stelle si sta avvicinando facendo di tutto per assurgere appunto ad archetipo dell’anticasta.
Il giorno dopo l’affermazione del M5S nelle elezioni comunali di Parma, una vignetta di Sergio Staino sull’Unità mostrava il celebre Bobo dichiarare alla figlia il nulla di diverso rispetto alla precedente tornata elettorale: veniva infatti eletto un sindaco con i voti del centrodestra (essendo espressione dei Ds l’altro candidato al ballottaggio). Ai simpatizzanti di Grillo l’umorismo è risultato indigesto, ingoiato con la chiave di lettura di una sprezzante valutazione del neosindaco. In verità l’interpretazione potrebbe anche essere più sottile. Il cavallo di battaglia della lotta contro lo stato accentratore, tiranno e auto conservatore, che mostra il volto di boiardi attaccati alla loro poltrona ed impositore di gabelle e vincoli, non è forse proprio della cultura liberista e liberale? L’idea della sburocratizzazione, di lasciare spazio ai cittadini che hanno voglia di fare, non è forse più vicina al liberalismo che non al socialismo?
Quando la Lega cominciò ad ottenere consensi 25 anni fa, non si avvantaggiò forse proprio dell’idiosincrasia ai volti noti che avevano campeggiato nei media nel periodo antecedente Mani Pulite? Quando Berlusconi sbaragliò ogni pronostico nel 1994, non fu forse perché molti vedevano in lui il simbolo dell’uomo che voleva uno stato che lasciasse liberi gli imprenditori dai vincoli e dall’eccesso di pressione fiscale, e che si impegnava a rendere lo stato meno invasivo nella vita del popolo, per un nuovo miracolo italiano?
Beppe Grillo oggi colma questa figura. Riuscendo, almeno sulla carta, in un altro miracolo. Accattivarsi le simpatie di eventuali elettori di destra, in quanto estraneo alla casta e nemico dello stato, e contemporaneamente mantenendo molte simpatia a sinistra. Da una parte per la sbandierata lotta giustizialista con cui vuole allontanare ogni politico con un passato giudiziario alle spalle, senza distinguo, brandendo così la bandiera di certa sinistra di travagliata simpatia (o beriatravagliata simpatia, sempre citando Staino). Dall’altra per la sua passata militanza vicina all’ideologica comunista, e per l’occhiolino strizzato di continuo verso i rappresentanti più umili del popolo.
Non brilla certo per innovative proposte il M5S, ma se gli ABC attualmente in Parlamento risultano dinosauri incapaci di rinnovarsi, come biasimare chi disperatamente cerca di cogliere qualsivoglia aria di cambiamento? Il successo di Beppe Grillo, per carità ad avviso di chi scrive, si fonda unicamente sull’incapacità di tutti gli antagonisti. Almeno disquisendo circa il nemico Casta.
E la finanza? Bhè, tanto per completare l’anomalia italiana, l’unica voce fuori dal coro che ha il coraggio di farsi sentire, che indica nella speculazione il grande pericolo, e che si avvicina dichiaratamente alle idee del socialista d’oltralpe Hollande in merito, è quella di Giulio Tremonti.
Così siamo a posto: abbiamo un professore ex berlusconiano che parla da socialista, ed un comico ex comunista che recita un ruolo tipicamente opposto.
La prima domanda è: posto che uno dei due sia credibile, chi lo è di più? O nessuno dei due lo è? E se invece unissero le forze? Dopo il governo Monti, un governo TreMonti a CinqueStelle?
La seconda domanda, molto più sera, è invece la seguente: ma possibile che manteniamo con le nostre tasse centinaia di politici, e nessuno ci prospetta soluzioni? Forse se qualcuno avanzasse proposte per risolvere i problemi di cui siamo ormai tutti coscienti, il Grillo dovrebbe arrestare l’attività di saltare qua e là con i suoi slogan di facile e superficiale lettura, per calarsi invece nell’attività di analizzare approfonditamente le proposte altrui, e formulare alternative. Ma se nessuno lo fa, e lui resta l’alternativa al nulla, come ci si può stupire se oggi i sondaggi raccontano che il M5S potrebbe raggiungere fino al 25-30% dei consensi degli elettori della nazione?

Masonmerton (collaboratore)

Martin Sileno

collaudatore di illusioni, menefreghista e blogger

Ti potrebbe interessare anche...

3 Risposte

  1. mogol_gr scrive:

    Definire Grillo é presto fatto: Per commentare devi essere iscritto al blog.

  2. nicecool scrive:

    Non brilla certo per innovative proposte il M5S

    —————————-

    Mason, il qualunquismo non è votare Grillo ma non leggere il suo programma elettorale.

  3. giacomo scrive:

    Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

More in Immagini

(1 of 981 articles)