Marchionne: Botti di Capodanno

Marchionne: Botti di CapodannoL’anno si apre con una notizia quasi inaspettata, e non mi riferisco al fatto che stranamente quest’anno non ci sono stati morti per i botti di Capodanno, ma per per l’annuncio del closing dell’operazione Chrysler da parte di Fiat.

Fiat, proprio il 1 Gennaio, infatti ha annunciato la chiusura dell’accordo per l’acquisizione del 41.5% delle azioni residue di Chrysler in mano ancora al fondo Veba, diventando unico proprietario del gruppo automobilistico americano, ma la cosa che fa piu scalpore è che non solo si è pagato meno di quanto preventivato, ma lo si è fatto senza ricorrere ad aumenti di capitale (con extra dividendi Chrysler e liquidità in mano a Fiat)

L’operazione quindi permetterà nel prossimo futuro la fusione delle due aziende, che grazie alla brillante ripartenza della casa americana può tamponare il crollo delle vendite sul mercato europeo.

Questa chiusura, insieme agli annunci di un riposizionamento del gruppo sul settore premium (con Maserati, Alfa 4C e il recentemente annunciato pianale a trazione posteriore per Alfa), consentirà al gruppo una vita molto piu tranquilla, specie se si pensa che fino a qualche anno fa il costruttore italiano lo si riteneva pressochè spacciato.

Certo qualche sacrificio è stato fatto , come la chiusura di uno stabilimento come Termini Imerese, o l’abbandono di alcuni modelli che sono stati importanti nel recente passato (come ad esempio la Punto), ma finalmente si inizia a capire il perchè di certe scelte, fortemente osteggiate dai sindacati nostrani.

I sindacati infatti hanno sempre attaccato Marchionne, per le scelte secondo loro senza futuro (che alla luce dei fatti avevano una loro regia), chiedendone più volte la testa, ma è solo grazie a lui se una casa automobilistica che stava finendo nelle mani della concorrenza, ora ha in mano una delle 3 big sister dell’automobilismo a stelle e strisce e sbocchi in un mercato molto piu aperto di quello europeo.

E proprio per questo probabilmente la sede del gruppo che nascerà dalla fusione di queste due realtà, finirà per lasciare l’Italia: meno problemi sindacali (pensate che il fondo Veba ex socio in Chrysler è controllato dal sindacato UAW, quindi in teoria i problemi coi sindacati ci sarebbe aspettato di trovarseli dall’altra parte dell’oceano!) e sopratutto meno imposizioni fiscali, cosa che forse lo Stato non ha ancora capito, tanto che rischia di perdere le tasse della piu grande azienda italiana.

 

 

Eddy Metallo (collaboratore)

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