Barracciu si, Barracciu no

Francesca è un personaggio noto del sardo, europarlamentare e storica oppositrice dell’ex presidente Soru che riuscii a vincere le primarie del partito democratico per concorrere come governatore della Sardegna.

Ma la sua candidatura è stata sempre stata molto chiaccherata ed ecco che quando meno se lo aspetta, una volta vinte le primarie sarde, ecco spuntare un avviso di garanzia: la candidata alla presidenza avrebbe taroccato i rimborsi benzina intascando oltre 30.000 euro di rimborsi.

La cifra sicuramente non è bassa, ma considerando le tabelle ACI , magari un pò generose,  e il fatto che non viveva nel capoluogo sardo, ma in un paesino dell’interno potrebbe anche darsi che abbia macinato tutti quei chilometri per avere tale sostanzioso rimborso.

Ma che sia vero o no spetterà alla magistratura stabilirlo, quello che invece è stato stabilito dal suo partito è che si sarebbe dovuta dimettere dalla corsa allo scranno di presidente della regione, perchè indagata.

Infatti dopo un batti e ribatti con il PD sardo, e qualche telefonata con l’entourage di , rassegnerà le dimissioni, lasciando il testimone a Francesco , che poi vincerà la competizione elettorale.

Sicuramente la mossa non è stata il massimo della trasparenza, anche nei confronti di chi è andato a votare alle primarie e ha dato il suo contributo per scegliere il candidato preferito.

Poco tempo dopo l’elezione in Sardegna, avviene il cambio di premier, magicamente Letta si trova anche qui sostituito in fretta e furia dall’ ex sindaco di Firenze, che nominerà la controversa Barracciu come sottosegretario alla cultura.

A parte la gaffe della piacente politica di Sorgono, che in un tweet dichiara di non sapere se sia stata chiamata per la delega alla cultura o al turismo , questa nomina è  subito foriera di polemiche.

Una delle polemiche scaturisce dal fatto che non si capisce come non fosse degna di guidare la Sardegna perchè indagata, ma possa tranquillamente fare il sottosegretario al governo nazionale. Il sospetto è che Pigliaru non la volesse tra i piedi in giunta dove quanto meno avrebbe dovuto dargli un contentino trovandogli una poltrona come assessore, ed ecco quindi che qualcuno ha chiamato a Roma per affibbiargli una poltrona sostitutiva.

Altra polemica è dovuta alla levata di scudi di parte del PD contro il sottosegretario di area Nuovo Centro Destra, Antonio Gentile reo secondo qualcuno di aver censurato un giornale calabrese, L’Ora di Calabria, facendo fermare le rotative (guaste secondo la versione ufficiale) poichè si pubblicava la notizia di un’indagine che riguardava il figlio. Nessun fatto confermato, ne esiste un’indagine che confermi il fatto, quindi la posizione era pure più pulita di quella della Barracciu (che comunque è  indagata), ma il PD è riuscito a pilotare la cosa, riuscendo a far rassegnare le dimissioni al senatore calabrese: se uno che non è manco indagato non è degno di essere sottosegretario, perchè lo può essere un’indagato: o tutti o nessuno, o si applica il rigore per tutti e quindi si richiedono delle liste pulite, o non si applicano due pesi e due misure solo perchè uno è esponente di un’altro partito, che pur sempre sostiene il governo.

Altra polemica , è dovuta al fatto che una volta appurata che la delega era alla cultura, la Barracciu in un’intervista al Corriere della Sera ha immediatamente speso parole  a favore della candidatura come capitale europea della cultura 2019 per Cagliari, una delle 5 città in lizza per l’assegnazione, ovviamente facendo saltare sulla sedia i rappresentanti delle altre città candidate, come Ravenna che da 5 anni si prepara, con investimenti importanti, per la possibile assegnazione (e che probabilmente merita l’assegnazione più del capoluogo sardo).

Insomma un bel putiferio, che rischia di tramutarsi nell’ennesima dimissione, cosa che in ambiente PD pare essere ben conosciuta.

 

Brian Boitano (redattore)

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