Strane epidemie di capodanno

: l’83% dei urbani, che dovevano essere in servizio per garantire i servizi nella notte di capodanno, si sono assentati dal lavoro dandosi per malati.

Un’epidemia cosi non si era mai vista: come mai a ci siano tali problemi di salute e il ministro Lorenzin non è corso ai ripari?

Forse perchè il giorno dopo i vigili romani erano gia sani come un pesce ?

Fortunatamente se è bastato il 15% dei vigili a garantire il servzio, forse ci sono un po troppi vigili in servizio: daltronde sono il doppio di quelli di Milano , ma fanno la metà delle multe, quindi parlare di una sforbiciata all’organico non è un eresia, specie se molti di loro sono cosi onesti e attaccati al loro lavoro.

A parte la vena ironica, il problema è che l’ nelle pubbliche amministrazioni cosi in questi termini è intollerabile, lo sarebbe anche solo con qualche lavativo in mezzo al mucchio, ma la cosa stavolta è stata eclatante e si spera possa servire a una epurazione dei fannulloni in stile Brunetta.

Invece i rappresentanti sindacali dei vigili anzichè fare un’onesto mea culpa per essere stati beccati con le mani nella marmellata, adducono scuse e addirittura minacciano scioperi.

Ci rendiamo conto? Scioperare per difendere il diritto al fancazzismo? Un sindacato cosi non ha senso di esistere: si parla di abolire favoritismi e rendite di posizione, ma appena si tocca un privilegio succede un finimondo anche quando è palese di essere in torto marcio?

Un sindacato cosi non può che fare male al paese: se è questa la tutela per i lavoratori meglio non averla: uno onesto finirà sempre per essere cornuto (poiche è stato uno dei pochi stupidi ad aver fatto onestamente il proprio lavoro) e mazziato (poichè i provvedimenti che si prenderanno finiranno per colpire l’intera categoria e non solo i disonesti).

Si spera invece che l’occasione possa servire come scusa per un po di ripulisti, magari finalmente premiando chi onestamente fa il suo lavoro ed è produttivo , e si vada a disincentivare quei comportamenti opportunistici che sono alla base dello sfascio dell’Italia.

 

Brian Boitano (redattore)

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