C’è chi crede nella famiglia

Sabato che viene, che va: se in quello precedente le piazze si sono mobiliatate per # a favore delle , questa volta il turno è del .

La manifestazione sostenuta dalla e da esponenti politici di entrambi gli schieramenti ma vicini alla chiesa ha manifestato a in sostegno alla , sostenendo che il disegno di legge crei una similitudine troppo marcata coi matrimoni tanto da essere dannosa per la vera naturale e sopratutto per i più piccoli: difendere l’egoismo di pochi adulti metterebbe in pericolo i bambini e il loro diritto ad avere un padre e una madre.

E anche i numeri paiono essere, contrariamente a quello che si potesse pensare dall’eco mediatico, a vantaggio della manifestazione romana: 2 milioni a favore della famiglia e solo 1 milione pro unioni civili.

Ovviamente è la solita guerra dei numeri, con annessa polemica sulla capienza del , ma almeno a vista d’occhio la manifestazione romana sembra vincere, nonostante gli incidenti di percorso come l’hackeraggio del sito della manifestazione a poche ore dalla stessa, a firma del collettivo Anynomous che ha preso possesso del sito del family day  inneggiando alle unioni civili proprio a ridosso della manifestazione, con lo scopo di mettere in difficoltà i partecipanti che cercavano le necessarie informazioni logistiche per recarsi alla manifestazione.

Sicuramente la massa arcobaleno è molto più rumorosa, specie in rete, ma i numeri delle piazze sono importanti: questo significa che molta gente, probabilmente la maggioranza degli italiani, non approva le unioni civili, prediligendo la famiglia tradizionale.

Forse si scoprirà, ad una conta dei voti, che la gente non è soltanto il popolo di internet, magari proprio di un ipotetico referendum abrogativo della legge Cirinnà, visto che il parere del governo è quello di andare sulla strada dell’approvazione, probabilmente con qualche stravolgimento necessario a dare il contentino ad ala cattolica del PD e NCD che stanno già beneficiando di nuove poltrone in seguito al mini rimpasto di governo dei giorni scorsi.

Il sentimento delle piazze è un fattore da non sottovalutare anche per il premier che potrebbe rischiare un calo di popolarità importante, se non qualche problema elettorale, già dalle prossime amministrative e nonostante sia ben saldamente attaccato alla poltrona, potrebbe ritrovarsi qualche problema in più, visto che si sommerebbe anche al malcontento derivato dalla cattiva gestione della vicenda Banca Etruria.

Ad ogni modo vedremo cosa succederà, dato che per l’approvazione della Cirinnà, in parlamento Renzi non potrà contare sulla sua solita maggioranza e raggranellare i consensi diventerà una pericolosa questione di equilibrio tra i componenti filo cattolici che probabilmente non la voteranno, i grillini che sono disposti a farlo a patto che non venga modificata, ma che senza modifiche difficilmente potrà essere votata da NCD: alla fine servirà una grossa unione civile tra deputati di vario genere per evitare che venga impallinata.

 

Brian Boitano (redattore)

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